Covid a Napoli, l'appello di seimila commercianti: ​«Lockdown subito, così salviamo il Natale»

Mercoledì 28 Ottobre 2020 di Paolo Barbuto

«Il lockdown è evidentemente necessario almeno per la città di Napoli. E allora che venga decretato subito, con urgenza», seimila commercianti di Napoli e provincia hanno scritto al presidente della Regione De Luca chiedendogli di accelerare sul fronte della chiusura totale che a loro appare inevitabile. E non c’è solo l’impellente necessità di abbassare il numero dei contagi, sul tavolo c’è anche l’urgenza di guardare all’immediato futuro, quello che apre le porte dei giorni del Natale «che per un commerciante sono determinanti, consentono di incassare fra il 50% e il 70% degli introiti di un intero anno», spiega Enzo Perrotta, portavoce del gruppo.

 

I seimila commercianti, quasi tutti napoletani con alcune propaggini nel Salernitano e nel Casertano, sono riuniti sotto una nuova sigla, la FdC, Federazione del Commercio, Artigiani, Imprese e Professionisti della Campania. Si tratta di un movimento spontaneo («Niente politica né sindacati», spiegano dal gruppo) nato durante i giorni di inizio pandemia, a marzo, quando c’era bisogno di avere notizie certe, ed è scaturita una rete social nella quale ciascuno faceva convergere le proprie conoscenze. «Poi abbiamo deciso di diventare gruppo reale, di darci un nome e di chiedere ascolto - spiega Perrotta che è presidente dei commercianti di Vomero e Arenella, e attualmente portavoce della Federazione - fino ad ora abbiamo condiviso preoccupazioni e difficoltà, ci siamo tenuti lontani dalle piazze: condividiamo le preoccupazioni ma non desideriamo essere strumentalizzati. L’altra notte, però, abbiamo discusso fino all’alba e abbiamo deciso di venire allo scoperto chiedendo con urgenza il lockdown».

“L’altra notte” è quella fra martedì e ieri, quella durante la quale il confronto si è protratto ben oltre le ore piccole e si è concluso quando la città era già in movimento: alle 7,08 del mattino è stato votato e diffuso il comunicato che poi è diventato lettera-appello alle istituzioni: «Noi non possiamo stare ad aspettare, chiediamo subito il lockdown, come molti virologi chiedono ma a patti e condizioni: per fermare il contagio basta limitare la circolazione dei cittadini per quindici giorni. Ma deve essere lockdown vero con chiusura di tutte le attività comprese banche e tribunali, e con limitazioni anche nei trasporti pubblici. Ovviamente bisogna prevedere immediato sostegno per tutti quelli che fermano le loro attività, imporre il blocco dei decreti ingiuntivi, limitare le richieste pressanti di copertura dei debiti, bloccare il pagamento dei canoni di locazione e bollette. Perché quindici giorni di chiusura totale, ma con misure di sostentamento, non mandano in tilt la macchina economica però generano un drastico abbassamento dei contagi e consentono a negozi e imprese di ripartire con forza proprio nel momento in cui c’è la massima richiesta».

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E qui torna il ballo il periodo delle feste perché, se i quindici giorni di blocco totale scattassero oggi, si arriverebbe esattamente a metà novembre periodo nel quale inizia l’assalto dello shopping natalizio: «Io sento voci contrastanti - dice accorato Perrotta, secondo le quali ci sarebbero ancora dieci quindici giorni di attesa prima di pensare a un lockdown. Partire con la chiusura totale delle attività in quel momento significherebbe mettere definitivamente in ginocchio il mondo del commercio. Porterebbe la chiusura proprio nel mezzo delle settimane più intense e delicate delle nostre attività, sarebbe realmente una catastrofe dalla quale riuscirebbero a salvarsi solo in pochi».

Nessuna intenzione di presentare la richiesta con la forza della piazza, per: i seimila aderenti alla FdC intendono mantenere la linea della compostezza, del dialogo e della richiesta d’ascolto. Il gruppo è eterogeneo, ci sono grandi nomi del commercio vomerese e importanti insegne dello shopping del Corso Umberto, di Corso Garibaldi, di Chiaia. La federazione è aperta a tutti, dalle gioiellerie ai centri abbronzanti, dalle piccole salumerie alle grandi catene del commercio cittadino e tutti, indistintamente, hanno firmato la petizione: «Lockdown subito o, per noi, sarà troppo tardi».
 

Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 18:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA