LUIGI DE MAGISTRIS

Covid a Napoli, la mappa della paura: i rioni Stella e Miano fuori controllo

Lunedì 19 Ottobre 2020 di Paolo Barbuto

Se in tante città d’Italia i sindaci sono stati presi in contropiede dalla richiesta di essere parte attiva nell’individuare le zone più esposte a rischio contagio, Napoli non s’è fatta trovare impreparata. Il primo cittadino ha messo in piedi una task force che ha prodotto un report accuratissimo sulla diffusione del Covid-19 nella città di Napoli, quel lavoro è stato predisposto proprio per «poter valutare la situazione ed eventualmente prendere anche misure specifiche», ha spiegato cinque giorni fa de Magistris. E adesso c’è la possibilità concreta di prendere decisioni specifiche perché, come se avesse percepito il desiderio di Dema, il presidente del Consiglio Conte, ha affidato anche ai sindaci la possibilità di intervenire.

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A dire la verità la diffusione dei dati puntuali sulla diffusione del Covid a Napoli, era stata sottolineata dalla consueta polemica: «Abbiamo dovuto prepararci lo studio con le nostre forze visto che dall’unità di crisi regionale non ci arrivano dati puntuali», ha detto Dema. Pochi minuti dopo è arrivata la risposta della Regione: «I dati vengono forniti quotidianamente a Palazzo San Giacomo». Ma queste vicende appartengono al passato. Adesso siamo in piena esplosione dei contagi e, fortunatamente, Palazzo San Giacomo sa dove andare a cercarli e a bloccarli. I quartieri sui quali il Comune ha piazzato il bollino rosso della diffusione incontrollata del virus, sono Miano e Stella che hanno dati imprevedibilmente alti di diffusione fra la popolazione. Anche San Lorenzo, il centro antico della città, ha percentuali piuttosto elevate ma non quanto i due quartieri sotto osservazione.

Il report di Palazzo San Giacomo fa genericamente riferimento ai quartieri. Il dato che viene comunicato quotidianamente, però, consente di approfondire nel dettaglio ogni singolo caso, permette di risalire all’indirizzo, al piano e all’interno della casa dove ci sono i contagiati. Il Mattino ha potuto consultare quell’elenco: abbiamo scoperto, così, che l’esplosione dei contagi viaggia all’interno dei singoli condomini. Vi abbiamo già raccontato dei casi limite diffusi in ogni zona della città, insistiamo a dirvi che, in particolare in certe zone della Sanità, la diffusione dei contagi fra casa e casa dello stesso palazzo è esponenziale. Il fenomeno andrebbe monitorato, studiato e affrontato con decisione per imprimere una importante (e brusca) frenata alla diffusione del contagio. Gli esperti spiegano che quando si attraversa il portone ci si sente fuori pericolo perciò si abbassa la guardia. Invece il contagio può diffondersi in ascensore, sui corrimano delle scale, negli androni e nei luoghi comuni degli stabili. Anche se la forma di diffusione “condominiale” più diffusa è quella della frequentazione fra vicini di casa, meravigliosa abitudine di una Napoli d’altri tempi che oggi si trasforma in una costante e micidiale modalità di diffusione del virus.

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A voler essere onesti il principale veicolo di diffusione del contagio a Napoli non può essere rappresentato in una mappa. Lì ci sono gli indirizzi dei contagiati ma le cause del contagio potrebbero essere altrove e i mezzi pubblici sono i maggiori indiziati. Le foto della ressa su bus e metropolitane le avete viste tutti e noi stessi ne abbiamo pubblicate a decine, tutti gli esperti inorridiscono d fronte a quelle foto (che provengoono da tutt’Italia, non solo da Napoli) e chiedono di limitare gli assembramenti e di usare una moderazione che, per adesso, non arriva perché non ci sono alternative a un trasporto pubblico sovraffollato. Lo sfalsamento degli orari d’ingresso in aula potrebbe contribuire ad alleggerire il caos, ma di poco. Sarebbero necessari altri interventi di potenziamento (quasi impossibili in tempi stretti) o una nuova drastica riduzione del numero massimo di persone ammesse a bordo. All’orizzonte non c’è nessuna modifica, però. Sicché gli esperti in tutto il Paese sono preoccupati e a Napoli sono definitivamente disperati perché qui la scarsità dei mezzi pubblici impone necessariamente l’affollamento per raggiungere scuole e posti di lavoro.

C’è, poi, anche un’altra porzione di rischio che non viene a galla da una mappa con gli indirizzi dei contagiati: si tratta di quei comportamenti sbagliati che troppo spesso osserviamo in bar, ristoranti, strade della Movida. Nessuno si senta aggredito o offeso per questa chiosa finale, ciascuno provi a ripensare alle ultime serate trascorse in giro con amici a divertirsi: avrà sicuramente notato tanti e tanti comportamenti scorretti, sia da parte degli avventori che da parte dei titolari. Ecco, basta un solo comportamento scorretto per trasportare in giro il virus e diffonderlo. Basterebbe pretendere da ciascuno il rispetto delle piccole regole alle quali ci viene chiesto di adeguarci, per uscire dal tunnel della preoccupazione e della paura. Invece ci sono persone refrattarie alle regole, ci sono persone che non si impongono per farle rispettare, ci sono forze dell’ordine distratte, e il virus dilaga. Però il sindaco ha già a disposizione una mappa precisa: saprà dare i consigli giusti per avviare un percorso di contrasto.

Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 16:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA