In dialisi con il Covid, è allarme al Cotugno: «Non ci sono posti»

Lunedì 21 Settembre 2020 di Ettore Mautone

Pazienti positivi al Covid e nefropatici: c’è penuria di posti in Campania per i ricoveri e i trasferimenti di quei malati, dai punti dialisi pubblici e privati, ai posti specialistici individuati in ospedale e attrezzati per garantire una assistenza integrata. 

L’unità dedicata, presente al Cotugno, dotata di 4 reni artificiali e 4 posti di degenza, è fuori uso da settimane per ristrutturazione: un reparto modello e all’avanguardia, quello progettato nel polo infettivologico collinare, che però riaprirà solo a fine ottobre per funzionare a regime dai primi di novembre. L’Ospedale del mare ha un’offerta limitata (per ora solo due unità di ricovero) e Scafati (10/14 posti tra reni artificiali e unità di degenza) è sotto pressione e ha pressoché esaurito la capienza. 

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«Bisogna ripristinare l’offerta di assistenza per i pazienti dializzati positivi al Coronavirus - conferma Mariarita Auricchio, primaria di Nefrologia e dialisi all’ospedale di Castellammare - La Regione ha fatto un ottimo lavoro di programmazione a marzo, quando ci ha messi tutti attorno a un tavolo intuendo che sarebbe stato necessario individuare posti letto per questa categoria di pazienti fragili, ma il numero di posti a cui siamo scesi attualmente è insufficiente rispetto alle richieste». Palazzo Santa Lucia aveva individuato i “Deal Covid” per pazienti positivi al virus che necessitassero di dialisi. Una terapia che va fatta tre volte a settimana e per anni, di fatto inconciliabile con la quarantena a casa. 

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«In questa fase dell’epidemia - aggiunge Auricchio - assistiamo alla crescita esponenziale dei casi asintomatici individuati nella popolazione generale con gli screening. Queste persone fanno la quarantena a casa fino a quando non si negativizzano e non incontrano grossi problemi. Per un nefropatico dializzato, invece, le necessità sono stringenti. Questi pazienti non possono né restare a casa né andare avanti e indietro al centro dialisi con i rischi di diffusione del virus che tutto ciò comporta». Situazioni croniche inconciliabili con una quarantena domiciliare. 
 

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Il dializzato Covid, positivo al tampone, deve necessariamente essere accolto in strutture ad hoc, vista la peculiarità di una patologia che diventa complessa da gestire quando c’è SarsCov2 con cui fare i conti. Il concetto chiave è che il dializzato non può fare la quarantena domiciliare anche se asintomatico e deve dunque essere ricoverato, a differenza degli altri positivi asintomatici che possono restare a casa. 

La Regione aveva identificato il Cotugno come hub di riferimento per i dializzati positivi a cui poi si è aggiunto il Covid center dell’Ospedale del mare e Scafati. La domanda di posti letto aumenterà? È possibile, al momento l’offerta è inadeguata. Bisogna essere pronti. Al momento si registra un affanno e serve un piano B. 

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Intanto, resta stabile la situazione dei contagi in Campania. I casi salgono da 149 a 171, ma sono stati fatti molti più tamponi (22,4 positivi ogni mille tamponi contro i 27 del giorno prima) e si registrano 3 terapie intensive in più e 17 ricoveri ordinari in più. Questa settimana si sono registrati in media 162 casi al giorno, una settimana fa erano 180, due settimane fa 141, tre settimane fa 166, ma quattro settimane fa solo 66. Oggi 22 terapie intensive. Erano 19 una settimana fa, 7 due settimane fa, 4 tre settimane fa e solo 2 quattro settimane fa. E si registra anche una vittima da Coronavirus: un 81enne, originario di Secondigliano, ricoverato al Rummo di Benevento.
 

Ultimo aggiornamento: 11:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA