Coronavirus a Napoli: «Mio papà senza ossigeno grazie agli amici di Fb ho trovato 16 bombole»

Venerdì 20 Novembre 2020 di Maria Pirro

«Mio padre ha bisogno di ossigeno!!! Non si trovano bombole a Napoli», e lui «potrebbe morire: ha poche ore di autonomia. Odio questo messaggio, lo odio, ma chiedo aiuto a tutti voi. Chiunque di voi sa o magari ha in casa o può avere la possibilità di avere una bombola d'ossigeno adesso, mi contatti per piacere. È urgente». Le parole chiave sono scritte in stampatello, l'11 novembre alle 12.15, il messaggio compare sulla bacheca Facebook di Antonio Palmentieri, rientrato da Milano per aiutare il genitore 67enne, pensionato Telecom e malato Covid, che abita a Casoria.

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L'appello sui social è il disperato tentativo di affrontare l'emergenza. Con il fai-da-te. Dopo quali tentativi?
«Sono andato personalmente anche nella sede delle ditte che fabbricano le bombole ma la loro risposta è stata: Mi dispiace non siamo autorizzati a darle, dovete rivolgervi alle farmacie».


È stato, quindi, in farmacia?
«Certo, e non solo: assieme a mia sorella, costretta a restare in casa, ne ho contattate una trentina. La ricerca è durata 5 ore, quella stessa mattina».


Risposte?
«Prima disponibilità indicata, forse tra due giorni. Ho chiamato anche numero verde e ditte private per la consegna senza riuscire a trovare bombole disponibili».


Online, invece?
«Il messaggio è stato condiviso da oltre cento amici che hanno capito la gravità della situazione: per sei giorni, mio padre era stato un paziente asintomatico, quando il virus impazzito, in poche ore i suoi valori di ossigeno sono scesi da 98 a 88».


A quel punto è stato necessario intervenire.
«Prima ho recuperato una prima bombola di ossigeno da amici, ma poi non sono riuscito a ricaricarla, nemmeno dal rivenditore, o a ottenerne un'altra, presentando la prescrizione del medico di famiglia».


Nulla da fare.
«Impossibile».


Fino alla svolta social.
«Ho trovato 16 bombole nel giro di due ore, tutte ovviamente da recuperare a casa di altre persone».


Cioè?
«La figlia di un altro ammalato mi ha scritto che aveva ricevuto la bombola dopo una settimana per sua madre che, nel frattempo, era stata ricoverata in ospedale».


E gli altri?
«Molti i messaggi simili a questo».


Quando e dove ha ritirato la prima bombola?
«Da una volontaria impegnata nell'assistenza a Giugliano, che ne aveva una a disposizione, e me l'ha data. A distanza di nemmeno un'ora dal mio Sos».


E poi?
«Mi hanno risposto anche due farmacie, una del corso Umberto di Napoli e un'altra ad Aversa».


Quante bombole d'ossigeno ha preso?
«Non tutte quelle individuate. Ne ho usate cinque tra l'11 e il 12 novembre, perché ognuna durava poco più di tre ore, e riportando indietro quelle scariche di modo che potessero essere date ad altri pazienti che ne avevano bisogno. Mi scriveva anche altra gente alla ricerca di bombole».


La sua bacheca è così diventata crocevia dell'«aiutiamoci tra noi».
«Ho iniziato a mettere in contatto le persone tra loro».


Come sta suo padre, ora?
«È ricoverato al Cotugno».


Non è bastata, insomma, tanta solidarietà.
«Allertati dal medico di famiglia, sono venuti a casa i medici Usca (unità speciali Covid) che gli hanno cambiato la terapia, il 12 novembre, di pomeriggio, e nella notte papà ha avuto un tracollo».


Di qui l'intervento del 118.
«E la nuova odissea tra ospedali pieni alla ricerca di un posto letto: prima con il 118 e poi a bordo di un'ambulanza privata».


Così è arrivato al Cotugno.
«Ottenendo assistenza in strada e, dopo circa due ore, il ricovero e tutte le cure possibili. Vorrei sottolineare che i medici e gli operatori sanitari di questo polo di eccellenza sono degli angeli, ma vorrei lanciare anche un altro appello».


Quale?
«Per la donazione del plasma da parte dei malati di Covid che sono guariti da almeno 4 settimane: la terapia sperimentale è necessaria per papà».


Ovviamente, il nuovo appello è anche sulla sua bacheca Fb.
«Centinaia di persone oggi si preoccupano di mio padre e tanti personaggi del mondo dello spettacolo che conosco per lavoro hanno condiviso il messaggio».


È importante donare il plasma non solo per suo padre.
«Ed è anche semplice: consiste in un prelievo di sangue.
Si può contattare il centro trasfusionale dell'azienda ospedaliera dei Colli al numero 0817065315, dal lunedì al venerdì (ore 10-13)».

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