Coronavirus a Napoli. Cotugno, appello ai pazienti guariti: «Donate il plasma contro il virus»

Venerdì 20 Novembre 2020 di Melina Chiapparino

È un'arma contro il Covid ma per essere decisiva ha bisogno della solidarietà e della partecipazione del maggior numero di persone possibile. Si tratta del plasma, potenziale terapia vincente nel futuro prossimo della battaglia contro il virus e, ora più che mai, al centro della campagna di sensibilizzazione lanciata dall'azienda ospedaliera dei Colli di Napoli. Dona il plasma è lo slogan che accompagnerà Tsunami, il protocollo sperimentale, attivato dall'ospedale Cotugno per l'impiego del plasma iperimmune nel trattamento delle polmoniti causate dal Covid-19. L'obiettivo - spiegano i promotori dell'iniziativa - è quello di reclutare una grande quantità di donatori per cercare di ottenere plasma efficace per contrastare il virus.

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IL PLASMA
La sperimentazione partenopea sul plasma è cominciata in maniera strutturata lo scorso mese di giugno e, nonostante sia presto per azzardare alcuna previsione, gli studi stanno creando aspettative importanti sul suo impiego. «Il plasma iperimmune è raccolto grazie alla donazione di pazienti guariti dal Covid che presentano un elevato numero di anticorpi specifici utili a neutralizzare il virus e a ridurre la carica virale negli ammalati» spiega Roberto Parrella, direttore dell'Unità operativa complessa malattie infettive respiratorie del Cotugno e responsabile del progetto Tsunami. Al momento, vale la pena sottolinearlo, non si tratta di terapie riconosciute e utilizzate nei protocolli ospedalieri per i pazienti Covid ma la ricerca e gli studi a riguardo, ne incoraggiano le applicazioni.


I CONSIGLI
«L'indicazione è quella di usare il plasma entro i primi dieci giorni dalla comparsa dei sintomi, così da evitare la progressione della malattia in forme più severe» chiarisce Perrella che sottolinea come «l'uso del plasma al di fuori della sperimentazione» sia collegato alla quantità di donatori e alla possibilità di processare grandi quantità di plasma. Più si dona, più c'è la possibilità di realizzare plasma efficace. È questo il messaggio della campagna di sensibilizzazione che, anche attraverso messaggi sui social, chiarisce la catena di montaggio dietro alle donazioni. «Il plasma estratto, viene analizzato e inviato all'ospedale Spallanzani di Roma dove effettuano il dosaggio degli anticorpi neutralizzanti - spiega Parrella - in pratica è necessario che gli anticorpi siano presenti in una certa quantità e gli standard, affinche un plasma sia eleggibile, sono molto alti». Per questo, un gran numero di donatori facilita l'estrazione di plasma di qualità. «Tutte le persone guarite dal Covid possono essere donatori, sia dopo un ricovero ospedaliero di qualsiasi livello, sia dopo un isolamento in casa - aggiunge il responsabile di Tsunami - una volta da noi, effettuiamo un tampone e altri accertamenti per confermare la loro possibilità di donare e, infine, viene prelevato il plasma in tutta sicurezza». L'età dei donatori è compresa tra i 18 e i 60 anni ma nel caso di donatori abitudinari o buone condizioni di salute, si può arrivare a 65. I centri di riferimento per la donazione sono l'ambulatorio per l'arruolamento dei pazienti guariti (che si può contattare dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16 al numero 334 111 23 60) e il centro trasfusionale dell'azienda dei Colli (che si può contattare al numero 081 706 5315 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13).

LE INFORMAZIONI
«Contattando le nostre strutture sarà possibile avere tutte le informazioni necessarie - conclude Maurizio Di Mauro, direttore generale dell'azienda dei Colli - è importante intraprendere tutte le strade per offrire chi viene colpito da questo virus tutti i piani terapeutici sperimentali possibili».

Ultimo aggiornamento: 11:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA