Coronavirus, a Napoli protesta
contro l'Unità di crisi regionale

Sabato 31 Ottobre 2020
Coronavirus, a Napoli protesta contro l'Unità di crisi regionale

Cartelli e striscioni contro l'Unità di crisi della Regione Campania, al Centro direzionale di Napoli. Un gruppo di attivisti dei centri sociali Insurgencia e Terra ha «sanzionato» oggi l'Unità di crisi per «il disastro della gestione dell'emergenza sanitaria». I manifestanti chiedono lo sblocco dei ricoveri programmati e la requisizione delle strutture sanitarie private per garantire posti letto «a chiunque ne abbia bisogno» e chiamano a raccolta, oggi alle 17 in Piazza Dante, per una assemblea pubblica.

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Un'azione simbolica, spiegano, per accendere i riflettori sulla situazione che ogni giorno «sta rendendo impossibile la tutela del diritto alla salute in Campania, per i malati covid che aumentano drammaticamente ma anche per i pazienti affetti da altre patologie».

«La nostra regione non solo ha, in questo momento, uno dei più alti tassi di incremento dei contagi da coronavirus - spiegano gli attivisti - ma ha purtroppo anche un primato più triste e di lungo corso sulla diffusione di molte malattie tumorali, patologie per cui ogni ritardo diventa fatale»: «Siamo stanchi di una sanità pubblica subalterna agli interessi del privato che è quanto fatto fino ad oggi con il »modello De Luca« - aggiungono - La salute, così come il diritto ad una esistenza dignitosa, non vanno in quarantena». 

«Basta dirette Facebook senza contraddittorio, utili solo a insultare e offendere una popolazione stremata dalla crisi - evidenziano - De Luca ha pieni poteri sulla gestione della sanità campana per cui è inutile questo scaricabarile con cui chiama in causa tutti meno che se stesso». «Se la sanità è al collasso gli unici responsabili sono lui e i suoi uomini - concludono - Vogliamo una sanità pubblica e gratuita e reddito universale»

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