Coronavirus, con le scuole chiuse raddoppiati i contagi: a Napoli da 413 a 700

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Adolfo Pappalardo

Rimane il rebus della riapertura almeno delle scuole elementari. Ma più passano le ore più c’è il rischio che non ci possa essere, il prossimo lunedì, un ritorno in classe per l’aumento dei contagi per i bambini che frequentano le scuole primarie. Troppi casi di Covid, in particolare nel mondo della scuola: tra Napoli, in particolare, e la sua provincia. Tra insegnanti, alunni e personale scolastico. Casi raddoppiati solo a Napoli in appena 3 giorni e a scuole chiuse: erano 413 i positivi il 15 ottobre, sono diventati 700 due giorni fa, secondo i dati in possesso della direzione dell’Asl Napoli 1. Questo nonostante ci sia stata la chiusura il giorno dopo i numeri registrati il 15 ottobre. Da qui le nubi che non fanno presagire nulla di buono nonostante l’intenzione del governatore De Luca di permettere, da lunedì, il ritorno per i bimbi delle elementari. 

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Sulla base di questo quadro quindi la riapertura delle scuole primarie in Campania per lunedì 26 ottobre non è certa, anzi è a forte rischio. Nella lunga riunione di due giorni fa nell’Unità di Crisi, infatti, sono state presentate delle curve di contagio che «si stanno verticalizzando nell’aumento nella popolazione da 0 a 18 anni». «Un aumento ingente dall’apertura delle scuole che fa presagire una ulteriore diffusione del virus nelle settimane a venire nella popolazione scolastica», dicono dalla Regione dove si conferma come emerga una volontà politica di riaprire le scuole, almeno la primaria, ma anche la valutazione del rischio sanitario e della salute della popolazione come primo obiettivo. Ma sempre valutando i rischi. «All’Unità di crisi regionale è dato mandato - si legge nell’ultima ordinanza - del costante monitoraggio e valutazione della situazione dei contagi sviluppatisi sul territorio in ambito scolastico e dei relativi casi connessi a contatti stretti, al fine dell’eventuale riapertura della attività in presenza della scuola primaria a decorrere dal 26 ottobre 2020». Orientamento ribadito l’altro giorno anche da De Luca dopo aver incassato la vittoria al Tar su un ricorso per l’apertura presentato da un gruppo di genitori: «Autorizziamo da subito progetti speciali per bambini disabili e autistici e, da lunedì, anche le attività delle elementari. Ovviamente i dirigenti scolastici devono rivolgersi alle Asl per garantire che ci siano le condizioni di sicurezza». Ma nulla può essere certo. Anche la settimana scorsa, l’assessore all’Istruzione Lucia Fortini, si affrettò a ribadire sui social che non ci sarebbe stata alcuna chiusura ma dopo tre giorni è arrivato lo stop alla presenza in aula. 

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E i numeri a disposizione, anche ora, non fanno presagire nulla di buono.

«Acquisiti i dati epidemiologici sulla scuola, che attestano un continuo aumento dei casi accertati che in alcuni territori sono raddoppiati», ha fatto sapere la Regione due giorni fa in un comunicato a margine dell’incontro con le organizzazioni sindacali che hanno chiesto invano all’assessore Lucia Fortini i numeri del contagio del personale scolastico. Tra docenti e studenti. Dati ancora in mano all’Unità di crisi regionale. Ma sono da brivido perché i casi sono raddoppiati, anche ad aule chiuse, in appena tre giorni. Non è un aumento, è un’impennata verticale.

Solo a Napoli città si passa dai 413 positivi registrati il 15 ottobre, alla vigilia dello stop alle lezioni, ai 700 positivi di tre giorni fa. Martedì, infatti, risultavano positivi al Covid 253 alunni, 23 docenti, 20 del personale Ata e altri 135 rintracciati con il contract tracing. Sono i numeri che hanno spinto il governatore a chiudere le scuole di ogni ordine e grado sino a fine mese. Con la speranza che il lockdown scolastico fermasse o magari attenuasse la curva del contagio. Niente da fare perché tre giorni fa i dati dicono che nulla si è fermato: i positivi, sono sempre numeri dell’Asl relativi al capoluogo, passano a 700. Di cui 488 studenti, 73 professori, 22 del personale Ata e 97 rintracciati con il contract tracing. E la situazione più a nord, nel territorio della Asl Napoli 2, non è migliore. E se ancora non ci sono ancora statistiche precise è perché i dati non sono stati lavorati per dividere i contagi della scuola dal resto. 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 11:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA