Coronavirus, al Policlinico della Federico II di Napoli una nuova terapia intensiva con 8 posti letto

Lunedì 20 Luglio 2020 di Elvira Iadanza

La sensazione comune è che il periodo più difficile della pandemia da Covid-19 sia passato. Non si ferma, però, l'impegno a farsi trovare pronti per nuove emergenze. Con questo spirito oggi presso l'Ospedale Policlinico della Federico II si è inuagurata ufficialmente una sala di terapia intensiva con otto posti letto.

A presentare le nuove dotazioni nell'Aula Magna Gaetano Salvatore c'erano il ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania, che ha finanziato il progetto, Vincenzo De Luca, il rettore dell'ateneo Arturo De Vivo, il preside della Scuola di Medicina Luigi Califano e il direttore generale Anna Iervolino.

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Un momento per ricordare i sacrifici fatti durante il lockdown e per ricordare i medici e gli operatori sanitari che, durante la pandemia, si sono ammalati. L'inaugurazione è stata anche l'occasione  per parlare dei traguardi che la sanità campana si è prefissata: «Non ci fermeremo finchè la nostra sanità non sarà la migliore d'Italia» ha detto De Luca, nel presentare la terapia intensiva e nel raccontare ciò che il Policlinico ha fatto negli ultimi mesi, diventando il luogo deputato per le nascite da madri positive al Covid-19. «Operiamo pensando che il peggio non sia ancora passato - ha continuato - il nostro obiettivo è quello di avere 800 posti in terapia intensiva e lavoreremo per questo».
 


Manfredi, ministro dell'Università e della Ricerca ed ex rettore della Federico II ha ricordato come sia importante puntare sulla ricerca e soprattutto sulla collaborazione fra diverse capacità scientifiche, dalla medicina alla biologia all'ingegneria. Il ministro ha anche parlato del vaccino contro il Covid: «Sono in corso delle sperimentazioni che sto seguendo con il ministro della Sanità Speranza, non appena si avranno risultati, i cittadini italiani saranno i primi ad averlo».

Le nuove terapie intensive, però, come sottolinea Anna Iervolino, non serviranno solo ai pazienti Covid. «Vogliamo fornire supporto di cure per la chirurgia complossa, e, soprattutto, puntare, attraverso un protocollo con la Regione, anche a nuovi traguardi, come ad esempio i trapianti di fegato fra viventi».

Nel corso degli interventi, quindi, si è parlato anche del futuro della sanità della Campania, e De Luca ha preso una forte posizione: «Se il Mes verrà attivato, spero che le risorse vengano distribuite in modo equo fra le regioni. Sennò - ha concluso - sono pronto alla guerra».

Ultimo aggiornamento: 18:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA