Coronavirus e la rivolta nelle carceri, il pm Maresca: «Indulto è resa dello Stato»

Venerdì 13 Marzo 2020

«Sembra si stia parlando di amnistia o indulto per i carcerati, dopo i tumulti del weekend scorso. Tante volte mi sono chiesto come si potesse arrivare ad un accordo con i delinquenti». Lo sottolinea l'ex pm antimafia di Napoli Catello Maresca, da poco approdato in qualità di magistrato inquirente alla Corte di Appello partenopea. Per Maresca non sarebbe addirittura ipotizzabile «intavolare una qualsiasi forma di trattativa con mafiosi, spacciatori, assassini e rapinatori», «non si può dare ascolto a chi, anche macchiatosi di reati considerati più veniali, abbia preso parte alle devastazioni delle carceri dell'altro giorno».

LEGGI ANCHE Coronavirus, rivolta nelle carceri: via i capirivolta da Poggioreale ma 300 dormiranno a casa

Per il magistrato «non si è trattato, infatti, di mere proteste, ma di veri e propri attentati all'ordine democratico dello Stato. Sembravano scene da narcos colombiani. Il drammatico bilancio di morti, feriti e di devastazioni ne è testimonianza fin troppo evidente». Secondo Maresca «l'unica cosa che lo Stato non deve fare è mostrare debolezze e tentennamenti», sarebbe infatti «un grave errore dare anche vagamente la sensazione di agire per effetto della pressione o peggio del ricatto di delinquenti facinorosi, molto probabilmente organizzati per questo fine».

Ultimo aggiornamento: 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA