Coronavirus, escalation nel Sannio
e altri due morti all'ospedale Rummo

Domenica 8 Novembre 2020 di Luella De Ciampis

Ancora due decessi al «Rummo», una 80enne di Airola ricoverata da due giorni in Pneumologia subintensiva e un 60enne di Carinaro, in provincia di Caserta, morto appena arrivato in Pronto soccorso. Positivo al Covid anche il direttore generale della Provincia, Nicola Boccalone. Test per i dipendenti e domani chiusa la Rocca per sanificazione. Aumenta il numero dei decessi: 59 dall'inizio della pandemia, a 33 dal primo agosto, a 21 nel Sannio e a 12 in una settimana circa. Diminuisce il numero dei pazienti in degenza nei reparti Covid: 98 nella giornata di ieri in cui si sono registrate anche 5 guarigioni. Dei 199 tamponi processati al «Rummo» 54 sono risultati positivi. Di questi, 35 rappresentano nuovi casi che saranno però conteggiati solo oggi nei bollettini Asl. Ieri, invece, battuta d'arresto dei contagi secondo il report: sono arrivati a 1075, di cui 17 nelle ultime 24 ore.

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IN PROVINCIA
Ma in alcuni centri del Sannio la situazione è allarmante. Il sindaco di Airola Michele Napoletano, oltre al decesso, comunica altri tre ricoveri e 100 casi di Covid sul territorio. «Ad Airola dice è stato superato l'1% di contagi. Ho sentito l'Unità di crisi regionale e sono pronto anche a firmare un'ordinanza restrittiva per limitare la circolazione in paese». A Morcone, i positivi salgono a 5, di cui 4 nel cuore del centro storico. Ieri a Forchia è stata effettuata la sanificazione del territorio comunale con i mezzi della Sogesi, accompagnati dall'assessore Vincenzo Gagliardi, in sostituzione del sindaco Pino Papa ancora positivo al Covid. Aumentano in dunque maniera esponenziale i casi di Covid su tutto il territorio, nonostante non sia possibile dare un quadro dettagliato comune per comune. In questa fase, si moltiplicano anche le richieste adibire strutture in disuso e strutture sanitarie a «Covid house» e «Covid hospital» ma è evidente che le autorità sanitarie devono verificare se ci sono i requisiti necessari per farlo. Un gruppo di sindaci del Sannio, per l'esattezza 12, nei giorni scorsi ha chiesto che l'ex ospedale «Maria delle Grazie» di Cerreto Sannita sia riaperto insieme ad altri del territorio. Lo stato dell'arte è quello di un centro ormai strutturalmente adeguato a diventare ospedale di comunità in cui, a tutt'oggi, manca il personale infermieristico, in fase di faticoso reclutamento in quanto, ogni 50 infermieri in graduatoria, uno o due sono disposti ad accettare l'incarico. Servono 30 infermieri che non ci sono, oltre a 30 operatori sociosanitario. Tuttavia, in questo momento, la priorità sarebbe quella di trasformarlo in un centro Covid per cui non è adeguato data l'assenza di personale specializzato (pneumologi, anestesisti, cardiologi) pronto a intervenire tempestivamente in caso di necessità. Figure che, nelle cliniche accreditate quali Villa Margherita, Gepos, San Francesco, sono contemplate, come al «Fatebenefratelli» che ha tutti i requisiti necessari per la cura dei pazienti Covid, a meno che non siano in condizioni tanto gravi da dover essere trasferiti al Rummo.


IL MONITO
Ritorna sull'argomento delle diverse colorazioni per quantità di positivi il sindaco Clemente Mastella. «Sono fermamente convinto dice che bisogna decidere se chiudere tutta l'Italia o regolarizzare il principio della colorazione delle aree. Se prevale questo principio, anche in Campania bisogna usare gli stessi parametri nazionali. Ieri pomeriggio le strade di Napoli erano gremite di folla. È una condizione che non si verifica nella nostra città e ancor meno nei comuni sanniti». La pandemia sta creando difficoltà in tutti gli ambiti, anche in quelli strettamente familiari per la presenza in casa dei bambini nelle ore in cui i genitori sono costretti ad assentarsi per motivi di lavoro. Un aspetto non trascurabile, che ha attirato l'attenzione della senatrice del «Gruppo misto», Sandra Lonardo. «Se ci sarà data la possibilità di discutere in Senato i provvedimenti del Governo che riguardano le mamme lavoratrici - dice -, presenterò alcuni emendamenti, relativi ai congedi parentali a favore delle mamme o dei padri impegnati nella cura dei figli, a causa della chiusura della didattica in presenza non solo nelle aree rosse. La posizione del Governo mi appare francamente contraddittoria e ingiusta. Per il resto, mi pare che la situazione sanitaria stia superando tutti i livelli di guardia. Da noi è meno evidente ma il grido di allarme lanciato dai nostri medici, di famiglia e ospedalieri, va tenuto nella debita considerazione, imponendo a ognuno di noi senso di responsabilità. Solo così potremo, forse, fare un Natale più familiare».


L'INIZIATIVA
Non si fermano «Le domeniche della salute» del Rotary club che però risentono delle restrizioni legate alla pandemia. Gli incontri previsti dal nuovo progetto, dal titolo «Il Rotary opera per la tua salute» vengono proposti per via telematica. Sarà possibile seguire e interloquire con gli specialisti attraverso piattaforme zoom. Oggi alle 11 sarà possibile collegarsi con il dottor Stefano Stisi che tratterà «Il dolore scheletrico diffuso».

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