Covid a Napoli, spunta una variante dominante tra i pazienti ricoverati al Cotugno

Sabato 6 Novembre 2021 di Ettore Mautone
Covid a Napoli, spunta una variante dominante tra i pazienti ricoverati al Cotugno

Il nome in codice è AY46.6 ed è una delle tante varianti della Delta, il ceppo di Sars-Cov-2 che ormai da luglio ha monopolizzato i contagi in Italia e in mezzo mondo, Campania compresa. Detta così, però, è solo un codice e una sequenza di lettere e numeri di un virus che ha centinaia di varianti. Intanto chiariamo che non è la Delta-plus, AY.4.2 già incrociata più volte in Italia e in Campania, più infettiva del 15 per cento rispetto alla madre delta.

La particolarità di questa nuova sottovariante, invece, è che, rispetto ad altre, pare essere dominante in Campania dove è stata individuata per la prima volta a luglio, durante le migrazioni turistiche estive. In particolare, in Campania, su 24.455 varianti sequenziate in totale dal Tigem e dal Cotugno, con la collaborazione dell'Istituto Zooprofilattico, 392 risultano targate AY.46.6.

Basta dire che in Italia su 70.904 varianti sequenziale in totale 1.066 sono AY.46.6 per capire che un quarto di tutte quelle individuate in Italia sono residenti in Campania. 

Ma non finisce qui perché nell'ultimo mese, accendendo i riflettori sui virus che albergano lungo le vie respiratorie dei malati ricoverati al Cotugno, è emerso che una gran quantità sono proprio AY.46.6. Sui 106 malati ricoverati attualmente al polo infettivologico partenopeo quasi il 20 per cento appartiene a questa sottovariante della Delta. 

Da inizio novembre è stata individuata in 19 pazienti su 172 sequenziati in totale in tutta la regione e in maggioranza tra i ricoverati. 

La variante di cui si parla è già classificata come ceppo di interesse su Gisaid, la banca dati internazionale che incasella tutte le mutazioni di interesse individuate nelle 30 mila basi azotate che compongono l'Rna virale di Sars-Cov-2 ma non viene indicata tra quelle più temibili.

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Il dato campano, tuttavia, sembra mostrare una certa prevalenza rispetto alle altre e anche la presenza del suo zampino nelle forme cliniche di malattia più serie curate in ospedale e nei reparti intensivi potrebbe essere un indicatore. Da qui a dire che si tratta di una variante con performance infettive migliori, e soprattutto con la responsabilità di una malattia più severa, ne passa però parecchio. 

Su questa variante tuttavia sono accesi i riflettori dei clinici e ricercatori napoletani che conducono la sorveglianza sanitaria sulle varianti, un progetto che a dicembre prossimo compie un anno e che dopo aver seguito per mesi le tracce della variante inglese è ora attenta a valutare le sottovarianti della Delta. Dai super laboratori impegnati in questo sforzo titanico arriva tuttavia un alert sulla scarsa continuità nelle fornitore di tamponi da sequenziare, in particolare da zone sensibili come l'aeroporto di Capodichino che dopo il boom estivo da una settimana non sta più inviando campioni al Cotugno. 

Una carenza che si avverte anche sul fronte delle scuole, in questo caso per i tamponi molecolari salivari. I dipartimenti di prevenzione del tre Asl napoletane in interfaccia con gli istituti scolastici e con le famiglie dei minori in età non vaccinabile, infatti, inviano pochi campioni aspetto al piano previsto dal ministero e sempre dalle stesse scuole e famiglie anziché rurale come previsto dal protocollo di sorveglianza. 

A questo punto - dicono dal Cotugno - considerato che le scuole sono il principale serbatoio cui attinge il virus per l'innesco di questo inizio di quarta ondata, sarebbe più proficuo l'uso dei tamponi nasofaringei rapidi diventati molto attendibili e specifici, sul modello di quelli utilizzati in farmacia per il green pass e che sarebbe facile utilizzare in screening nelle varie scuole col vantaggio di una immediata individuazione dei casi positivi e del loro isolamento. In questo lavoro di tracciamento infatti, la tempestività è fondamentale. 

Ultimo aggiornamento: 7 Novembre, 09:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA