Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Covid a Napoli, Cotugno al collasso: e torna l'allarme bombole di ossigeno

Domenica 2 Gennaio 2022 di Ettore Mautone
Covid a Napoli, Cotugno al collasso: e torna l'allarme bombole di ossigeno

Esplodono i contagi Covid e avanza lenta, silenziosa e inesorabile la pericolosa congestione degli ospedali napoletani. La variante Delta è ancora capace di condurre in ospedale e in terapia intensiva una percentuale alta di persone ma è meno contagiosa. Quella Omicron ha un altissimo indice di trasmissione ma sebbene con percentuali inferiori provoca, nel saldo finale, una crescente quota di casi da curare in corsia.

In questo scenario dal 31 dicembre scorso il Cotugno è tornato in assetto di “guerra”: tutte le divisioni sono state convertite, 208 posti di degenza compresi 32 di subintensiva dedicati al Covid, le terapie intensive raddoppiate da 8 a 16 posti e già piene. L’intero ospedale è ridiventato un grande Covid center. Nel giorno di Capodanno si sono riviste le file di ambulanze in coda al pronto soccorso. «Abbiamo avuto tantissimi accessi nelle ultime 24-36 ore - conferma il manager Maurizio Di Mauro - arrivi continui ma nonostante ciò siamo riusciti ad evitare la paralisi. Ieri abbiamo ricoverato tutti, abbiamo ancora qualche posto ma la rianimazione e la sub intensiva sono sature. Tutti quelli curabili a domicilio sono stati dimessi. Bisogna ringraziare medici e operatori che stanno lavorando senza sosta. I pazienti? Continuano ad essere quasi tutti senza scudo vaccinale - conclude Di Mauro - o con doppia dose scaduta da più di 5 mesi. Pochissimi con la terza dose e comunque con una sintomatologia più controllabile. Per il resto vediamo sempre polmoniti gravi. Alcuni pazienti in preda al panico li abbiamo rassicurati e dimessi, li seguiamo telefonicamente». L’obiettivo su cui lavora il Cotugno ora è effettuare il sequenziamento in tutti i pazienti per verificare l’incidenza della variante Omicron rispetto alla Delta nei casi da ricovero.

LEGGI ANCHE Covid in Campania, primo ricorso contro le scuole chiuse 

All’Ospedale del mare si registra il solito caos in pronto soccorso con 15 pazienti tra sospetti e positivi sovrapposti ai flussi ordinari che si intensificano nei giorni di festa. Nelle unità di degenza Covid ieri c’erano complessivamente 21 malati, l’80 per cento non vaccinati, altri 5 intubati nelle unità modulari. Dalle 12 di domani dovrebbero entrare in funzione 50 posti di degenza ordinaria al Loreto che torna a essere un Covid center. Gli echi dell’esplosione dei contagi si riverberano in tutti i pronto soccorso dal Cto al Cardarelli: quest’ultimo, in teoria Covid free, nell’area adiacente al Pronto soccorso, convertita in zona filtro, ieri ospitava una decina di malati infetti. Nel padiglione M ce ne sono 44 in tutto di cui 7 in terapia intensiva senza contare la cinquantina di malati ordinari in pronto soccorso. Situazione complessa anche al San Paolo dove ieri mattina, in due ore, sono arrivati 15 positivi rispediti a domicilio o dirottati al Cotugno. Dividere i percorsi non è facile anche per i tempi di attesa dei tamponi molecolari: la Asl non utilizza quelli rapidi. 

LEGGI ANCHE Campania verso la zona gialla da lunedì 10 gennaio 

Il dramma del Coronavirus si consuma negli ospedali ma anche nelle case dove torna urgente la necessità di un riferimento che non sia il 118 o l’ospedale: ai tanti malati rispediti a casa corrispondono altrettante richieste di aiuto ai medici di famiglia e delle Usca che nei festivi e di notte sono sostituiti dalle guardie mediche. Una rete insufficiente e spesso il telefono squilla a vuoto. Ci sono giovani mamme malate da sole in casa con i bambini piccoli, intere famiglie che si scoprono positive con sintomi più o meno evidenti. Un esercito silenzioso che in diversi quartieri, in primis a Fuorigrotta, da ieri pomeriggio non ha trovato più l’ossigeno in farmacia. Di notte la carenza è grave in quanto potrebbe capitare qualunque emergenza.

Video

Dal primo gennaio sono partiti 5 posti Covid a Giugliano (un anno fa erano 20), altrettanti di Rianimazione a Frattamaggiore di cui già un paio occupati. A Ischia, agli 11 posti in isolamento presenti in pronto soccorso, sono stati aggiunti due posti di Terapia intensiva. Ieri il primo intubato. Anche al Santa Maria delle Grazie c’è il pienone: ai 24 posti oggi saturi se ne aggiungono da domani altri 12 di cui 4 di subintensiva. Pienone infine a Boscotrecase: su 74 posti più 4 di rianimazione ci sono solo 2 unità libere nelle due aree. Attivati 24 posti a Nola, 16 a Castellammare, 5 al Maresca. Sub intensive senza posto mentre residuano una manciata di unità in rianimazione e alcune decine di degenza. «I contagiati dilagano, ormai il Covid puro non esiste più - conclude il direttore sanitario della Asl Gaetano D’Onofrio - e insieme all’infezione c’è sempre una patologia, una frattura, l’ulcera, una cardiopatia». L’ultima emergenza riguarda la dialisi: l’indicazione ai centri è di differenziare gli orari di terapia.

Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio, 18:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA