Covid a Napoli, i sindacati del 118 in Procura: «È peggio di sette mesi fa»

Martedì 17 Novembre 2020 di Fiorangela d'Amora

«Chiediamo allo Stato di giudicare se stesso, la prima ondata della pandemia ci è piombata addosso, dopo sette mesi stiamo peggio di allora». Luigi Esposito, segretario regionale del Fimmg-E.s Regione Campania - sindacato dei medici del 118 - non ha più voce. Dalle ambulanze è stato dislocato temporaneamente in pronto soccorso e quando esce dal turno di notte, dal San Leonardo di Castellammare, ha gli occhi stanchi. In sette mesi ha vissuto sulla propria pelle tutte le inefficienze del sistema sanitario regionale, in prima linea senza i dispositivi adeguati. «Avevamo le tute dei carpentieri addosso, ai piedi le buste della spesa». Come lui, tanti colleghi si sono ammalati e sono tornati nuovamente in servizio. Da sindacalista ora reclama chiarezza e assieme all'avvocato Arnaldo Bernini ha presentato a nome del sindacato denunce presso le Procure di Napoli, Salerno, Torre Annunziata e Napoli Nord. Negli enormi faldoni il penalista ha raccolto i casi singoli, le anomalie da marzo fino ai giorni nostri. Documenti sui quali la Fimmg-Es chiede ai magistrati di indagare per accertare reati eventuali reati penali.

«Se la regola è chi sbaglia paga, noi vogliamo risalire ai responsabili dei fatti accaduti. Il piano pandemico nazionale non era aggiornato dal 2016, e nonostante ciò - commenta Esposito - se l'avessimo seguito non avremmo avuto la carenza di dispositivi, medicinali e protocolli come avvenuto. L'ultima cosa da fare, c'è scritto nel documento, era andare in lockdown, prima c'erano una serie di attività da portare a termine». Le ipotesi di reato vanno dalla cattiva gestione dei rifiuti sanitari alla scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro, al mancato tracciamento anche tra il personale sanitario, le modalità e tempistiche delle sanificazioni, fino alle vicende singole che hanno investito in prima persona i medici iscritti al sindacato. «Io ho contratto il Covid quando ero in servizio sulle ambulanze in primavera - spiega Esposito - Noi sanitari siamo considerati carne da macello». La rabbia maggiore per i medici è rivivere le stesse scene: «Quello che stiamo vivendo non è ascrivibile all'imprevedibilità e a tutti i deficit, è il territorio che non funziona e non è stato messo in condizione di funzionare. Auspico - conclude Esposito - che la magistratura riesca a individuare laddove sussistano reati di natura colposa o dolosa». Nella Fimmg-Es sono stati quasi tutti colpiti in prima persona, alcuni hanno perso gli affetti più cari, altri sono vivi dopo mesi vissuti a combattere contro il Coronavirus. «L'emergenza Covid ha sottolineato l'essenzialità del bene salute, anche rispetto a ulteriori interessi costituzionali primari - spiega l'avvocato Bernini - Proprio per questo, le condotte relative alla salute devono essere valutate, ove possibile, in maniera ancora più rigorosa e attenta da parte dell'autorità giudiziaria». 

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Per fronteggiare la crescente carenza di medici nei reparti Covid, Gennaro Sosto, direttore generale dell'Asl Napoli3 Sud, ha pubblicato il bando per reclutare subito laureati in medicina e chirurgia da inserire negli ospedali da Nola fino a Sorrento. I camici bianchi con specializzazioni o iscritti all'ultimo e penultimo anno di anestesia, cardiologia, geriatria, malattie dell'apparato respiratorio, medicina d'urgenza e intera potranno presentare le domande via pec. Per loro contratto valido fino al 31 gennaio 2021, salvo proroghe. I candidati dovranno essere disponibili a prendere servizio «con decorrenza immediata». Intanto è il personale già in servizio ad arginare l'ondata perenne dei malati. All'interno del San Leonardo il reparto di Rianimazione non esiste più, trasformato in sub-intensiva per i Covid sebbene strutturalmente le sale non siano attrezzate. In attesa di nuovi posti da attivare ai 4 piani superiori dell'ala nuova, è in corso in queste ore il trasloco e l'accorpamento delle Unità di Cardiologia e Neurologia. Nel parcheggio lo scenario di attesa e disperazione è uguale da giorni, decine di mezzi in fila per ricoverare i malati a bordo. In città intanto sono 1190 i positivi e il sindaco ha deciso di prorogare la chiusura della villa comunale e delle scuole fino a fine mese.

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