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Covid in Campania, picco di contagi e De Luca avverte: «Dobbiamo essere più rigorosi»

Lunedì 4 Luglio 2022
Covid in Campania, picco di contagi e De Luca avverte: «Dobbiamo essere più rigorosi»

«Avremo un picco di contagi già a fine luglio, ma stiamo lavorando oggi prima di andare in ferie per avere i programmi organizzativi delle nostre Asl per settembre, per ottobre. Su questo saremo tedeschi: dobbiamo avere una nostra organizzazione, altrimenti tra 10mila dipendenti in meno nella sanità regionale e il tasso di congestione urbana che abbiamo nell'area vesuviana rischiamo veramente un'ecatombe». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, parlando alla presentazione del servizio di psicologia di base del sistema sanitario regionale. «Dobbiamo essere più rigorosi degli altri, se vogliamo salvarci», ha aggiunto, sottolineando i rischi. Su chi ha il Covid in Campania «siamo davanti a cifre sottodimensionate, perché migliaia di persone aisintomatiche o che hanno anche sintomi vanno in giro. Avremo un picco di contagi a fine luglio ma stiamo lavorando per avere una organizzazione delle nostre Asl per settembre e ottobre»

Poi, il governatore ha spiegato: «Il personale sanitario è in buona parte positivo al Covid. Quindi manca la presenza dei medici negli ospedali già oggi. Abbiamo centinaia di positivi». Non solo. «Siamo anche nel periodo delle ferie estive dopo due anni difficili per affrontare il covid e quindi rischiamo sulla sanità tra ferie, contagiati, e Usca nella precarietà. In queste condizioni il governo si permette di parlare di medicina territoriale? Parla di palle che raccontano da anni. A Roma c'è clima di palude burocratica trasversale, non si parla mai fino in fondo, non si dicono mai le cose con chiarezza. Tutti si devono parare. Tranne chi come me fa scelte che ha la forza di fare». 

Soluzioni in campo: «A fine giugno sono scaduti i contratti con medici Usca che fanno davvero la medicina territoriale, vanno a casa dei pazienti, li seguono. È incredibile che il ministero non fa nulla e noi abbiamo fatto proroghe come Regioni perché dall'1 luglio saremmo rimasti privi di presenza nei territori, in maniera sconcertante e scandalosa». Così le Usca sono prolungate fino al 30 settembre con possibilità di nuovo prolungo fino al 31 dicembre. «Per l'Usca - ha sottolineato De Luca - la proroga dei contratti è a spese delle Regioni, non c'è copertura finanziaria, nonostante siamo nell'epidemia nazionale. Le risorse mancano e la Campania è impegata contro con il ministero della salute da sola. Perché in riparto del fondo sanitario nazionale riceve la quota più bassa d'Italia pro capite, scandalo nazionale nel Paese dell'unità, che sul recupero del divario del Mezzogiorno ha avuto i 209 miliardi del Pnrr».

Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 11:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA