CORONAVIRUS

Covid a Castellammare: altri contagi tra i sanitari, sei casi tra ospedale e 118

Venerdì 25 Settembre 2020 di Fiorangela d'Amora

Tornano i contagi tra i sanitari: 6 tra medici e infermieri del San Leonardo e 2 operatori che lavorano nella centrale del 118. Sale il bilancio in città per le infezioni da Covid, arrivato a 56 stabiesi positivi, un numero che regala a Castellammare un triste primato regionale. Gli ultimi, confermati dall'Asl Napoli 3Sud e annunciati ieri dal comune, sono un 61enne e una 53enne entrambe infermieri del 118 assieme ad altri due cittadini, un uomo e una donna di 38 e 39 anni.

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«All'interno della centrale del 118 si lavora in condizioni vergognose - denuncia Gennaro Iovino della Fials - una stanza unica senza alcuna divisione in plexiglas. Gli operatori sono costretti in un ambiente di lavoro per niente adeguato e il responsabile della struttura non prende provvedimenti per proteggere i dipendenti». Il sindacalista attacca duramente la direzione della centrale, colpevole secondo Iovino, di «non mettere in campo adeguate misure di protezione e sicurezza. Inoltre c'è un'aggravante - prosegue il coordinatore della Fials - gli operatori che eseguono i tamponi a domicilio entrano ed escono dalla centrale. Una commistione pericolosa. Le condizioni della sede del 118 stabiese era una questione che avevamo posto già mesi fa e si stava pensando ad un'altra struttura più adeguata, poi con l'arrivo del Covid tutto si è fermato, ma intanto gli operatori sono a rischio ogni giorno». Ieri mattina la notizia che due infermieri erano positivi ha messo in agitazione il personale che ora chiede una soluzione veloce per garantire la sicurezza di tutti. Nel frattempo in ospedale i numeri non sono rassicuranti: «Abbiamo avuto personale di rientro dalle ferie positivo - spiega Rosalba Santarpia direttore del San Leonardo - ci controlliamo periodicamente e succede di trovare asintomatici anche tra il personale medico che non è purtroppo esente da questa pandemia». In tutto sono due unità in Nefrologia, un terzo in servizio al centro di dialisi di Sant'Agnello, un medico e un infermiere ai Ortopedia a Castellammare, un altro sanitario in chirurgia. «Non possiamo essere immuni - risponde il direttore generale dell'Asl Na3Sud, Gennaro Sosto - i numeri sono in linea con l'aumento di positivi tra la popolazione. In un ospedale come il San Leonardo dove abbiamo mille dipendenti avere sei positivi in tutto, e non al giorno, non è un dato allarmante. Certo non posso dire di non essere preoccupato per l'innalzamento del fenomeno in generale. Abbiamo casi in tutti gli ospedali dell'azienda ma è fisiologico con i numeri regionali».
 

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Per quanto riguarda la sede stabiese della centrale del 118, il direttore Sosto replica: «Gli operatori non hanno contatto con il pubblico per questo motivo non ci sono plexiglas divisori, come in tutti gli uffici vale il distanziamento e le protezioni personali. Come Asl stiamo prevedendo barriere quando c'è un ricambio veloce di persone dall'esterno, invece nella centrale sono sempre gli stessi. L'equipe che invece va all'esterno ha equipaggiamenti specifici che proteggono e che poi vengono cestinati. L'infezione può essere contratta anche all'esterno». Ma il numero dei positivi lascia perplessi anche altri sindacati che chiedono tempi più veloci per i tamponi e un monitoraggio ancora più serrato. «I nuovi positivi sono preoccupanti - denuncia Antonio Cascone, segretario provinciale della Fsi Usae - anche perché non abbiamo considerato anche gli altri già in quarantena. Eppure non vi sono accessi di visitatori nei reparti, tranne nell'area esterna al Pronto Soccorso. Così non va bene. I tempi per avere gli esiti dei tamponi sono troppo lunghi. Serve allestire anche il laboratorio del San Leonardo dove è necessario creare un'area funzionale per processare i tamponi più velocemente». 

Ultimo aggiornamento: 10:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA