Covid in Campania, rischio più elevato ma De Luca: «Ci salva il vaccino»

Sabato 23 Ottobre 2021 di Ettore Mautone
Covid in Campania, rischio più elevato ma De Luca: «Ci salva il vaccino»

Aumentano i contagi in Campania: l'incidenza media è passata da 31 della settimana dall'8 al 14 ottobre a 36,2 nel periodo che va dal 15 al 21 ottobre ma le percentuali di occupazione dei posti letto in degenza ordinaria (5,4%) è di poco superiore alla media nazionale e molto al di sotto dei valori di allarme per le terapie intensive. Dati che iniziano tuttavia a preoccupare le autorità sanitarie regionali e lo stesso governatore. «Abbiamo un aumento di contagi che non ha una ricaduta sui ricoveri ospedalieri ma è un dato che deve iniziare a preoccuparci - ha detto il presidente della Regione Vincenzo De Luca in una diretta Facebook - nella settimana tra il 9 e il 15 ottobre abbiamo avuto 1.723 casi, in quella appena terminata, 16-22 ottobre, 2.228 ossia 500 in più. Passiamo in tre settimane da un tasso di positività del 3,4 al 4,4 oggi. Una tendenza lenta ma percepibile, che solo grazie ai vaccinati non ha una ricaduta sui ricoveri ospedalieri». 

E in effetti la Campania è stata ieri segnata a rischio moderato dal ministero con un Rt di 0,86 con un'allerta di resilienza. Il governatore ha poi confermato che si sottoporrà alla terza dose e anticipato il calendario della Campania «Terza dose per il personale sanitario, tra qualche mese per quello scolastico e poi vedremo le altre fasce d'età». A confermare che la terza dose sia necessaria Franco Maria Buonaguro, virologo del Pascale che, grafici alla mano - guardando a quanto accaduto a Singapore, dove la curva dei casi dopo circa un anno di stasi e sebbene tante dosi di vaccino riparte - spiega: «La Campania ha dati buoni, non prevedo un inverno complicato ma attenzione, senza un nuovo richiamo ci saranno altri contagi nel giro di due o tre mesi. Siamo al riparo solo dai sintomi più severi. A sei mesi dalla seconda dose la copertura scende tanto. Se a fine anno dovessimo essere fuori dall'emergenza non sarà la fine della pandemia. Per l'immunità di gregge dobbiamo fare la terza dose e vaccinare oltre il 95% degli over 12». D'accordo con Buonaguro, Alessandro Perrella, infettivologo del Cardarelli: «Le dosi booster - spiega - servono a dare una nuova stimolazione e aumentare gli anticorpi circolanti pronti alla risposta in caso di contatto col virus a prescindere dalla memoria immunitaria. Quest'ultima impiega un certo tempo nella risposta secondaria e ciò può provocare infezioni anche nei vaccinati. Se il tempo è troppo lungo ci si ammalala anche senza accorgersene. Mascherina, gel e lavaggio mani si devono continuare ad usare sia per non contagiarsi sia per limitare la diffusione. È sbagliato sentirsi troppo sicuri anche da vaccinati».

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«Fare previsioni è difficile - sostiene Rodolfo Punzi, capo del dipartimento di infettivologia del Cotugno - un piccolo rialzo epidemico lo avremo in inverno e per l'allentamento delle restrizioni e delle attività scolastiche. Sono molto attento a quanto accade in Inghilterra. Hanno abbandonato le mascherine, fatto un vaccino diverso e hanno 50 mila casi al giorno. Questo un po' preoccupa anche in ragione di questa Delta plus che è del 10-15 per cento più contagiosa della Delta originaria». Sulla terza dose Punzi però frena: «Serve per i fragili. Mi concentrerei per vaccinare Africa e Asia che sono al 3 e 30 per cento di copertura». Convinta che i dati dell'ultima settimana siano influenzati dall'aumento dei tamponi è Maria Triassi, epidemiologia e preside della scuola di Medicina della Federico II: «I decessi restano costanti. In una settimana abbiamo registrato 1000 casi in più e l'RT ha raggiunto l'1 ma i tamponi sono stati record senza un riverbero sulle ospedalizzazioni. Dobbiamo aspettare per capire da cosa dipende. Con l'inverno registreremo un incremento dei contagi ma sarà importante monitorare la prevalenza dei casi gravi e dei decessi per capire l'impatto». «Al momento - conclude Giuseppe Fiorentino, a capo dell'unità di sub intensiva del Cotugno - il sistema vaccinale è riuscito nel suo intento. Attualmente sono ricoverati in semintensiva circa 15 pazienti su una disponibilità di 32 posti, mai abbiamo avuto tanti posti liberi dall'estate del 2020 nonostante siamo l'unico Covid center attualmente aperto a Napoli». Ottimista, infine, Paolo Ascierto del Pascale: «Il vaccino tiene dice ma bisogna continuare a fare attenzione alla prevenzione anche da vaccinati e monitorare le nuove varianti». 

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre, 08:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA