Covid in Campania, più sintomatici che asintomatici per la prima volta: lo spettro della variante Delta

Lunedì 28 Giugno 2021 di Ettore Mautore
Covid in Campania, più sintomatici che asintomatici per la prima volta: lo spettro della variante Delta

Sono novantacinque i casi di nuove infezioni Covid registrate ieri in Campania: un dato più o meno in linea con gli alti e bassi delle ultime settimane ma per la prima volta i sintomatici (49) sono più della metà dei contagi totali. A preoccupare è anche l'aumento della percentuale di positività in rapporto ai tamponi eseguiti: l'1,61%, molto di più dell'1,25% di domenica scorsa. Peraltro proprio questo indicatore è stato inserito dal ministero della salute, insieme all'incidenza, tra quelli decisionali ossia sulla cui base vengono assunte misure e restrizioni. 

C'è da chiedersi se sia l'effetto della circolazione della variante Delta (indiana) del Coronavirus. Una versione del germe che come è noto sta iniziando a circolare massicciamente anche in Campania e che, vista la maggiore infettività rispetto a quella inglese attualmente dominante, è destinata a soppiantarla in breve tempo. La Campania, con 16.135 sequenze di Sars-Cov-2 depositate nel corso della pandemia su Gisaid - il database di riferimento mondiale per le sequenze virali (gisaid.org) - è di gran lunga al primo posto in Italia per questo peculiare lavoro di sorveglianza tra le regioni. Tutta la Campania dunque fa più del 50 per cento di tutti i sequenziamenti italiani e il Tigem, nell'ambito del progetto finanziato dalla Regione insieme al Cotugno e all'Istituto zooprofilatticco di Portici, da solo copre il 39 per cento delle attività. «Ciò può servire a rallentare e confinare i casi da variante Delta - spiega Luigi Atripaldi, direttore del dipartimento di Microbiologia e virologia del Cotugno di Napoli - soprattutto oggi che sono ancora pochi ma non può riuscire a sbarrare il passo di un virus che nel mondo è tornato a correre ad alta velocità come in Inghilterra. Il fatto che i casi di variante Delta si concentrino nella Asl Napoli 3 sud è in parte frutto anche della maggiore attenzione che abbiamo dato a quella zona dove abbiamo isolato sia la prima variante inglese a dicembre sia la prima Delta a fine maggio. Ciò che accade in Inghilterra, l'aumento vertiginoso dei contagi e anche di terapie intensive e decessi, soprattutto tra non vaccinati o protetti con singola dose, avverrà anche qui». 

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«L'unica arma che abbiamo per frenare i contagi e soprattutto le conseguenze e gli esiti nefasti delle infezioni, sono i vaccini - avverte Vincenzo Giordano, direttore sanitario aziendale del Santobono, epidemiologo - è chiaro ormai che Sars-Cov-2 risente fortemente anche dell'influenza stagionale ma praticamente nessun caso viene rilevato nei vaccinati in particolare tra coloro che hanno completato il ciclo anche con la seconda dose e da almeno 14 giorni. Due settimane dall'ultima inoculazione è infatti il tempo necessario a costruire un'immunità completa che consente di sfoderare uno scudo biologico che funziona al 90 per cento anche contro le varianti. Un'arma che, in vista del prossimo autunno, quando riapriranno le scuole, dovrebbe essere imbracciata dal maggior numero possibile di individui». A preoccupare è il dato sulle copertura vaccinali che proviene invece dalle Asl campane che da un lato hanno vaccinato quasi il 100 per cento dei prenotati e dall'altro registrano quote consistenti di renitenti al vaccino. Addirittura a Napoli ci sono ancora 65 mila residenti fragili per età con più di 60 anni e per questo massimamente esposti alle conseguenze e agli esiti dell'infezione. Il combinato disposto della massiccia circolazione di varianti ad alta infettività tra i giovani e di larghe schiere di over 60 non vaccinati getta le basi per una ripresa epidemica in autunno. E proprio al Santobono sabato notte sono arrivati due bambini con la febbre positivi al virus. Anche la mamma di uno dei due (non vaccinata) mostra l'infezione delle alte vie respiratorie. Una piccola ulteriore spia, dopo settimane di calma piatta, che dimostra che l'epidemia non è certo archiviata. Per capire se siano i primi segnali di un peggioramento si dovrà vedere cosa succede nele prossime due settimane. Un motivo in più per tenere alta la guardia e aderire alla campagna vaccinale che prosegue per tutta l'estate.

Intanto ieri in Campania ancora 5 decessi: «Tanti - spiega Nicola Fusco ordinario di Matematica della Federico II - visto che un morto su 3 in Italia è campano, certo diminuiscono gli attualmente positivi (ieri 155) ma l'impegno delle terapie intensive si è stabilizzato e soprattutto l'Rt balza a 0,94 mentre calano le vaccinazioni a quota 47mila nelle ultime 24 ore». 

Ultimo aggiornamento: 15:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA