CORONAVIRUS

Covid a Napoli, sos dagli infermieri del Cardarelli: «Sempre più pazienti, da giorni sulle barelle»

Domenica 24 Gennaio 2021 di Oscar De Simone e Ettore Mautone
Covid a Napoli, sos dagli infermieri del Cardarelli: «Sempre più pazienti, da giorni sulle barelle»

Gli infermieri dell'ospedale Cardarelli di Napoli denunciano ancora condizioni critiche nei corridoi del pronto soccorso. Le corsie sarebbero tornate a riempirsi riportando decine di pazienti covid e non. 

«Arrivano sempre più pazienti – afferma uno degli infermieri che ha preferito rimanere anonimo – e restano qui per giorni. Sono sulle barelle e in corsia come nei mesi precedenti, senza distanziamento. Abbiamo tra i 50 ed i 55 pazienti che dovrebbero essere spostati in osservazione breve intensiva, ma che non abbiamo la possibilità di spostare. Abbiamo i reparti pieni e le difficoltà aumentano ad ogni accesso».

«La situazione in medicina d'urgenza è indicativa. Sono almeno 6 ad essersi contagiati tra medici, infermieri ed operatori - prosegue l'infermiere del Cardarelli -. Questo ci crea non poco malumore perchè vediamo che è sempre più difficile controllare la situazione e siamo impauriti. Ci viene detto che i presidi a nostra disposizione sono sufficienti ad evitarci il contagio ma non è così. Ognuno di noi ha a che fare in ogni momento con questi pazienti, per le terapie o semplicemente per assisterli e non sappiamo delle loro reali condizioni». 

La priorità resta sempre scongiurare ulteriore caos, decongestionando il fronte del pronto soccorso. Un lavoro che, anche grazie alla campagna vaccinale, dovrebbe aiutare gli operatori ad essere meno esposti ai potenziali contagi. «Su questo punto si sta lavorando – concludono gli infermieri – siamo tutti pronti a proseguire la campagna. E' l'unico modo che abbiamo per contrastare il virus in maniera efficace e da questo punto di vista siamo tutti uniti. Il problema è che in questa fase rischiamo di essere nuovamente travolti come nei mesi precedenti. Le cose purtroppo non sono cambiate». 

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Sull'argomento interviene la direzione del Cardarelli. «L'affollamento del Pronto soccorso del Cardarelli è un dato oggettivo. Lo scenario disegnato dagli infermieri del pronto soccorso è fedele alla realtà. La direzione generale è consapevole delle difficoltà tant'è che nei giorni scorsi il manager Giuseppe Longo aveva scritto un lunga nota all'unità di crisi segnalando l'iperafflusso sia di pazienti non Covid sia di pazienti Covid anche in concomitanza con il drastico ridimensionamento delle attività dell'ospedale del mare costretto a centellinare i ricoveri a causa della mancanza di acqua calda e di riscaldamento. Da stamattina il presidio di Napoli est ha ripreso a funzionare ed entro 24 ore tornerà a regime ma non basterà ad alleggerire la pressione sul Cardarelli. Un allarme da cui è scaturita una riunione dell'Unità di crisi regionale che, nei giorni, ha sancito il rafforzamento della attività di rete tra gli altri presidi della città. E in effetti sono aumentati i trasferimenti dal Cardarelli all'azienda dei Colli (una decina ieri), allo stesso ospedale del mare e ai policlinici.

«E' una situazione complessa - conferma il direttore generale del Cardarelli Giuseppe Longo - d'altra parte la numerosità di accessi e l'iperafflusso è stato segnalato agli organi regionali già una settimana fa proprio da noi. Stiamo registrando un aumento degli accessi sia Covid sia non Covid e in pronto soccorso giungono entrambe le tipologie di pazienti ma va chiarito che i precorsi sono assolutamente separati e non mancano certo i dispositivi di protezione. Il nostro Pronto soccorso è sotto pressione: abbiamo 25 pazienti Covid in Osservazione in area Covid e 65 pazienti non Covid distribuiti tra i 35 al reparto allestito al primo piano e altri 25-30 nell'Osservazione adiacente al pronto soccorso. I pazienti sospetti sono invece pochi, 2 o 3 e sono ricoverati in stanze in isolamento nei locali ricavati presso il vecchio drappello di polizia. Tutte stanze singole e con ingresso separato. I dispositivi di sicurezza ci sono. Il personale è sotto pressione e speriamo che la situazione possa migliorare con la riapertura dell'ospedale del mare a pieno regime". Ad aumentare i malumori del personale del pronto soccorso cielo la questione delle indennità per malattie infettive non riconosciute ma riservate ai soli camici bianchi dei reparti Covid. Una questione spinosa che rimanda all'irrisolto inquadramento retributivo di personale esposto al virus come nei reparti Covid ma il cui ruolo in questo senso non è riconosciuto. Il timore dell'azienda è che la Corte dei conti, come già avvenuto in altre realtà, possa intervenire. Per sciogliere questo nodo è stata investita l'avvocatura regionale a cui è stato chiesto di esprimersi sul punto. Gli infermieri, intanto, assicurano dal vertice del Cardarelli, sono stati tutti vaccinati in prima dose e ora si aspetta il richiamo in seconda dose. Ma l'epidemia continua a camminare nella popolazione generale. La Campania è inserita in zona gialla e ora riaprono le scuole per decisione del Tar. I contagi tenderanno inesorabilmente ad aumentare. Uno dei problemi organizzativi da affrontare rimanda anche agli ospedali della rete della Asl Napoli 1 convertiti in Covid center come il San Giovanni Bosco e il Loreto sottratti alla rete dei pronto soccorso. Come segnalato in Consiglio regionale con una interrogazione del capogruppo del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino sono ospedali sottoutilizzati e soprattutto privi di un pronto soccorso che, almeno per i pazienti Covid, se fosse attivo consentirebbe di alleggerire la pressione in ospedali come appunto il Cardarelli da cui transitano comunque i malati affetti da Sars-Cov-2 prima del trasferimento nelle "retrovie" delle Covid unit dello stesso ospedale o di altri Covid center della rete cittadina».

Ultimo aggiornamento: 17:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA