Covid a Napoli, il cardinale Sepe ricoverato al Cotugno «Polmonite bilaterale»

Sabato 23 Gennaio 2021 di Maria Chiara Aulisio
Covid a Napoli, il cardinale Sepe ricoverato al Cotugno «Polmonite bilaterale»

Il cardinale Crescenzio Sepe è ricoverato al Cotugno. L'arcivescovo è arrivato in ospedale nel pomeriggio di ieri, a bordo di un'ambulanza del 118 che lo ha prelevato, poco dopo le 17, nel suo appartamento in largo Donnaregina. Il ricovero - spiegano i medici - si è reso necessario in seguito a un peggioramento delle sue condizioni. Affetto da Covid 19 dallo scorso 13 gennaio quando - con una nota - i vertici della Curia comunicarono ufficialmente la sua positività al Coronavirus, Sepe appariva del tutto asintomatico: niente febbre, niente tosse, nessun problema respiratorio degno di nota, solo una lievissima spossatezza che - sulla base di quel che dissero gli specialisti - non avrebbe dovuto destare particolari preoccupazioni. Nei giorni scorsi invece un lento e progressivo peggioramento con la comparsa di febbre alta e dispnea, accompagnata dalla tipica alterazione di gusto e odorato, un sintomo - secondo gli specialisti - da non sottovalutare. Al Cotugno, dove era atteso, il cardinale è stato subito sottoposto a tutti gli esami necessari per stabilire quale fosse realmente il suo stato di salute. Dopo la Tac al torace i medici del presidio gli hanno diagnosticato una polmonite bilaterale interstiziale definendo le sue condizioni stabili. Sepe è ricoverato in reparto, non si è infatti resa necessaria la terapia subintensiva, men che meno quella intensiva.


IL CONTAGIO
L'arcivescovo aveva scoperto di aver contratto il Coronavirus in seguito a un tampone molecolare al quale - da quando è scoppiata la pandemia - si sottopone regolarmente in maniera preventiva soprattutto in virtù di una agenda di impegni ancora piuttosto fitta che lo ha visto - in particolare nel periodo delle festività natalizie - protagonista di una serie di eventi ai quali aveva garantito la sua presenza e che - secondo alcuni - potrebbero aver rappresentato il veicolo del contagio.

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IL COMUNICATO
Proprio ieri mattina dalla Curia di Napoli - attraverso un comunicato - era arrivata la notizia che il cardinale era ancora positivo all'esame del secondo tampone anti-Covid. Di conseguenza - informava sempre la stessa nota - la celebrazione eucaristica di ringraziamento, a conclusione del suo ministero pastorale alla guida dell'arcidiocesi di Napoli, - fissata per domenica mattina 24 gennaio - veniva rinviata a data da definire. Nulla però lasciava immaginare che le condizioni di salute di Crescenzio Sepe avrebbero richiesto il ricovero urgente all'ospedale Cotugno. Nella mattinata di oggi - probabilmente intorno a mezzogiorno - i sanitari del presidio forniranno un bollettino medico dove faranno il punto circa le sue condizioni.


IL PRECEDENTE
Prima di lui, lo scorso marzo, in pieno lockdown, a finire sotto la scure del Coronavirus fu il suo segretario particolare, un sacerdote di sessantacinque anni ora completamente guarito. In quel caso pure si rese necessario il ricovero in un reparto dell'ospedale Cotugno benché le sue condizioni vennero definite quasi subito non particolarmente allarmanti. Il sacerdote fu infatti dimesso dopo pochi giorni di degenza. A questo punto bisognerà vedere - considerando la durata media della malattia - se il cardinale potrà partecipare a quella che doveva essere la cerimonia ufficiale di insediamento dell'arcivescovo don Mimmo Battaglia in programma il 2 febbraio - il giorno della Candelora quando la Chiesa cattolica ricorda la presentazione di Gesù al Tempio e il rito della purificazione della Vergine Maria - nel Duomo di Napoli.


L'ATTESA
Diversamente - e questo si potrà decidere solo nei prossimi giorni in base alle condizioni di salute dell'arcivescovo - il programma andrà rivisto ma al momento è un'ipotesi che, con un sano e giustificato ottimismo, nessuno vuole prendere in considerazione.

Ultimo aggiornamento: 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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