Napoli, guarita dal Covid ma prigioniera del Green pass sospeso: «Costretta a mettermi in ferie, chi mi risarcisce?»

Giovedì 13 Gennaio 2022 di Ettore Mautone
Napoli, guarita dal Covid ma prigioniera del Green pass sospeso: «Costretta a mettermi in ferie, chi mi risarcisce?»

Carmen Piccolo, napoletana, 31 anni, assicuratrice: tra Natale e Capodanno ha scoperto di essere positiva a Sars-cov-2 con un tampone praticato in farmacia. Negativa dal 4 gennaio ha ancora il green pass bloccato ed è stata costretta a chiedere le ferie per assentarsi dal lavoro dove sarebbe dovuta rientrare una settimana fa. Non può uscire né prendere i mezzi pubblici. «Sono da una settimana prigioniera in casa del Covid - avverte sconsolata - anzi prigioniera della burocrazia». Non è un caso isolato quello raccontato dalla professionista napoletana anzi comune a centinaia di napoletani per i quali questo inizio di 2022 nasce per il percorso a ostacoli disegnato dalle nuove norme su tamponi, green pass e quarantene.

«Tutto è iniziato il 24 dicembre scorso - racconta - quando per affrontare con serenità i pranzi in famiglia e con amici ho effettuato in farmacia un tampone rapido risultato negativo. Passata indenne quei giorni il 27 dicembre mi è arrivata una telefonata di una mia amica con cui avevo trascorso del tempo nei giorni precedenti che mi avvisa di non sentirsi bene. Dolori e un po’ di febbre». Di fronte al sospetto la giovane assicuratrice nello stesso giorno torna in farmacia e ripete il tampone rapido risultato anche questa volta negativo. Il giorno dopo arriva il responso del molecolare dell’amica che risulta positiva a Sars-Cov-2. «A quel punto - racconta ancora Piccolo - il giorno stesso ho fatto un tampone molecolare in un laboratorio della zona dove abito. Dopo 24 ore mi arriva la conferma, sono anch’io positiva al Coronavirus. Non ho mai accusato alcun sintomo. Sono vaccinata e dovevo praticare la terza dose allo scadere dei quattro mesi entro gennaio». 

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Siamo arrivati al 30 dicembre 2021: il ministero della Salute notifica sul telefono dell’assicuratrice vomerese la revoca della certificazione verde. Il green pass è dunque sospeso. «Ho passato il Capodanno da sola, disciplinatamente in quarantena. L’indicazione delle autorità sanitarie è che il semaforo rosso durerà fino a nuovo esito negativo del tampone». Passano i giorni: il 4 gennaio, dopo 5 giorni dal primo tampone positivo, visto il perdurare della negatività senza sintomi, la donna ripete il test molecolare. Questa volta si rivolge a un altro laboratorio. Il test in effetti risulta negativo. Tempestivamente, nella stessa giornata il ministero notifica lo sblocco del green pass ma limita il semaforo verde alle successive 72 ore. Allo scadere dei successivi tre giorni la donna torna dunque prigioniera in casa. Le feste sono terminate. La professionista da vaccinata con due dosi e una guarigione dovrebbe poter evitare la terza ma soprattutto dovrebbe poter tornare al lavoro. Si rivolge dunque al medico di famiglia che consiglia di aspettare ancora. Forse devono compiutamente trascorrere altri giorni di quarantena ma non succede nulla. Ieri l’ennesimo interpello al medico di famiglia che, da vaccinatore, è fornito delle credenziali di accesso alla piattaforma regionale e ministeriale. «In effetti il mio medico oggi ha promesso di aiutarmi attivandosi di persona - conclude l’assicuratrice - mi ha informata che dal 6 gennaio tutte le procedure dovrebbero essere automatiche e dovrei essere libera di spostarmi con un green pass rinnovato che mi evita anche la terza dose. Il medico si è accollato compiti non suoi. Spero che vada tutto a buon fine ma intanto dal 4 gennaio sarei potuta tornare al lavoro. Chi mi rimborserà le ferie che sono stata costretta a chiedere al mio datore di lavoro?».

Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 09:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA