Covid a Napoli, morto a 32 anni: voleva vaccinarsi ma non ha fatto in tempo

Martedì 7 Settembre 2021 di Ettore Mautone
Covid a Napoli, morto a 32 anni: voleva vaccinarsi ma non ha fatto in tempo

Morire a 32 anni di Coronavirus: la variante Delta si Sars-Cov-2 non ha lasciato scampo a un altro paziente ricoverato nella rianimazione del Cotugno. Un giovane adulto, Antonio (il nome è di fantasia) residente nel territorio a nord di Napoli che aveva accusato i sintomi dell’infezione. Qualche giorno a casa con antibiotici ed altri farmaci consigliati dal medico curante poi il ricovero all’ospedale di Pozzuoli. 

Nell’arco di una settimana le sue condizioni erano peggiorate con una fase di replicazione virale molto sostenuta che ha poi fatto posto al tipico quadro iper infiammatorio che attacca i polmoni. Un paio di settimane fa era stato trasferito al Cotugno con un quadro polmonare devastante e un danno del tessuto deputato alla respirazione di 20 su 20. L'uomo, grande imprenditore e dedito alla famiglia, non aveva altre patologie ma non era vaccinato. I familiari riferiscono che voleva farlo ma non era riuscito in tempo. 

I rianimatori del polo clinico partenopeo ce l’hanno messa tutta per tirarlo fuori ma è stato inutile. Il quadro drammatico della polmonite era molto simile a quello del Paolo Tortora, il noto imprenditore della ristorazione stroncato dal virus. La fibra del giovane era forte e ha resistito per circa 20 giorni. Ma i danni ai polmoni erano praticamente irrecuperabili. Il paziente è stato sottoposto a tutte le terapie disponibili con cicli di pronazione per reclutare le parti sane del polmone, incisione della trachea per evitare sovrapposizioni di infezioni batteriche, diuretici ad alte dosi, dialisi per risparmiare i reni, ultrafiltrazione del plasma per depurarlo dalle tossine, compresa la cura Ascierto con il Tocilizumab per contrastare l’infiammazione. Cordoglio è stato espresso dai clinici e dalla direzione dell’ospedale alla famiglia del giovane. 

La variante Delta del Coronavirus e le sue sottovarianti emergenti anche in Campania colpiscono duramente anche nelle fasce di età più giovani, quelle che nella prima e seconda ondata - quando a dominare la scena era l’originario virus di Wuhan - venivano risparmiate dalle forme più critiche di malattia. Sono i non vaccinati a rischiare di più. Nella rianimazione del Cotugno ci sono almeno tre persone sotto i trenta anni con un quadro clinico molto difficile e un quarto, un quarantenne è giunto ieri sera in condizioni critiche. La terapia sub intensiva è piena e nell’ultima settimana ha visto aumentare gli afflussi anche se nel complesso non ci sono affollamenti. 

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Le complicanze della polmonite da Covid che colpiscono tutti i pazienti ricoverati in rianimazione, impegnano allo stremo i medici del Cotugno. L’azienda dei colli si è dotata di tutti i protocolli esistenti al mondo contro il Covid e si usano tutte le strategie di intervento.

«Quadri polmonari così violentemente attaccati dal virus non se ne vedevano quasi in soggetti sotto i 65 anni fino allo scorso autunno - avverte Antonio Corcione, direttore del dipartimento di anestesia e rianimazione dell’Azienda dei colli - la variante indiana e le sue sottovarianti sono più aggressive, più contagiose, si diffondono rapidamente ed evolvono in fase critica offrendo pochi margini di intervento per il recupero. I vaccinati se la cavano con un quadro simile a un’influenza mentre per i non vaccinati assistiamo a progressioni rapide e violente della malattia». 

Il problema è la polmonite interstiziale bilaterale: in questi casi si ricorre anche all’Ecmo, una metodica utilizzata in cardiochirurgia (due soli i macchinari disponibili in Campania al Cotugno e al policlinico Federico II) con cui i polmoni sono messi a riposo e sostituiti nella funzione da un macchinario che in circolazione extracorporea ossigena il sangue. Due o tre pazienti giovani con danni di 20 su 20 ai polmoni ce l’hanno fatta a venirne fuori ma molti altri, soprattutto chi è in sovrappeso, non ce la fanno. A Pozzuoli due pazienti di 42 anni obesi non ce l’hanno fatta, una 38enne è stata tirata per i capelli. «Non ci fermiamo mai - conclude Corcione - lottiamo al fianco dei pazienti ma per questo virus e questa malattia non abbiamo cure realmente efficaci oltre al vaccino. Ho amici che non si sono vaccinati - conclude il clinico. Li ho letteralmente pregati. Ieri tutta la famiglia è andata nel centro vaccinale. Ho tirato un sospiro di sollievo».

Ultimo aggiornamento: 8 Settembre, 07:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA