Covid a Napoli, il Bellini e altri teatri tornano a illimuminarsi: «Chiediamo al governo di riaprire»

Lunedì 22 Febbraio 2021 di Emma Onorato
Teatro Bellini di Napoli

È trascorso quasi un anno da quando i teatri hanno chiuso il sipario al pubblico; il mondo dello spettacolo dal vivo sembra essere caduto in un'asfissiante ombra che comporta la sospensione di attività e di programmazioni teatrali. Artisti e teatranti del campo sono stati costretti ad interrompere le attività per rispettare le misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19. Dopo un anno di inattività U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) decide di lanciare un appello per donare nuovamente luce al teatro affinché riemerga dal dimenticatoio e torni a vivere. Per ridonare bagliore al mondo teatrale si è lanciato un invito: illuminare tutti i teatri d'Italia durante la sera del 22 febbraio dalle 19.30 alle 21.30; un appello a cui hanno aderito diversi teatri italiani sparsi in tutto il paese, da nord a sud. Anche il Teatro Bellini di Napoli ha deciso di partecipare all'iniziativa lanciata da U.N.I.T.A.

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Questa sera, durante la particolare e simbolica accensione delle luci, hanno preso parte diversi artisti teatrali ed il fedele pubblico. La loro presenza è stata, come di consueto, nel rispetto delle misure di sicurezza. Tra i presenti: attori, attrici, studenti del Bellini Teatro Factory, ma anche una grande fetta di pubblico che, fino a quando era ancora concesso, frequentava le sale teatrali. Hanno scelto di aderire anche gli attori della Zona Rossa del Bellini che, dal 20 dicembre, hanno deciso di vivere all'interno del teatro in segno di protesta. Daniele Russo, direttore del Teatro Bellini, spiega: «L'iniziativa lanciata da U.N.I.T.A. ha avuto la capacità di mettere insieme gran parte dei teatri italiani, da nord a sud: un segnale di grande unione e di altissimo valore. Noi, che ci siamo sempre definiti la casa del teatro, non potevamo non aderire; le persone che lo abitano, ovvero il pubblico, sono la parte attiva di questo luogo». La voce degli attori conduce verso un'unica direzione: fare luce sui teatri, riaprirli, tornare a lavorare e a vivere il teatro. Matilde Vigna, attrice, fa parte del progetto Zona Rossa presso il Teatro Bellini; racconta che ormai sono 65 giorni che vive, insieme ad altri attori, all'interno dei camerini del teatro. Una forma di protesta per dare visibilità al settore dello spettacolo dal vivo. Gli studenti del Bellini Teatro Factory hanno ripreso a studiare con la modalità della didattica a distanza, ma restano preoccupati per il loro avvenire. Gli allievi sono felici di partecipare all'iniziativa di stasera perché è un primo passo verso il futuro, non solo del teatro, ma anche dei giovani che sognano di farne parte.

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Quella di oggi è stata una sorta di protesta silenziosa contro la chiusura delle sale teatrali che pone una richiesta: riprendere a parlare di teatro ponendosi come obiettivo il rilancio dell'intero settore. Il lavoro all'interno di un teatro è strettamente legato al suo pubblico ed è impensabile poter praticare l'arte teatrale privandosene; il mondo dello spettacolo (dal vivo) ruota attorno alla figura degli spettatori, e ne ha bisogno quasi come un pittore necessita della compagnia dei suoi colori per dipingere la tela che ha davanti.

 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 07:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA