Covid a Napoli, 80 ricoverati al Cotugno: sono in aumento e tutti non vaccinati

Giovedì 5 Agosto 2021 di Ettore Mautone
Covid a Napoli, 80 ricoverati al Cotugno: sono in aumento e tutti non vaccinati

Sono tutti non vaccinati, per scelta personale, i malati di Covid ricoverati al Cotugno di Napoli, principale polo di riferimento della città. Intanto crescono i ricoveri: il Cotugno, in due settimane, è passato da 60 a 80 malati ospitati nei 100 posti letto, dedicati in questa nuova fase della pandemia, all’assistenza per infezioni da Sars-Cov-2. In particolare ci sono 50 pazienti nelle aree di degenza ordinaria, 23 in terapia subintensiva (su 32 posti letto) e 7 in terapia intensiva. L’età dei ricoverati oscilla in una forbice che va tra i 25 ai 70 anni. In area critica, intubati, ci sono i pazienti più fragili per età e concomitanti patologie. «C’è un certo aumento della richiesta di ricoveri – conferma Maurizio Di Mauro, manager del Cotugno - ma c’è da considerare che siamo un polo di riferimento Covid per tutta la città e la Campania. È vero che a Napoli c’è anche il Loreto nuovo ma noi siamo gli unici ad essere dotati di pronto soccorso e qui giungono pazienti anche con mezzi propri anche solo per un controllo. Registriamo molti accessi giornalieri di persone che accusano sintomi alle alte vie respiratorie (raffreddore, mal di gola) ma in massima parte risultano negativi al tampone e dopo una breve osservazione li rispediamo a casa. C’è da dire però che ci sono anche pazienti che giungono qui con polmoniti importanti e che dunque dobbiamo ricoverare. Questi ultimi sono tutti non vaccinati, gente che consapevolmente ha rifiutato di vaccinarsi porgendo il fianco al contagio ma soprattutto allo sviluppo severo della malattia. Una minoranza sono vaccinati con singola dose e da pochi giorni. I giovani reagiscono meglio e di rado finiscono in rianimazione mentre gli anziani, con pluripatologie, hanno un decorso più severo. Nei giorni scorsi abbiamo ricoverato in un solo giorno 11 malati ma abbiamo un buon turn-over con i negativizzati che tornano a casa con una terapia domiciliare effettuata in collaborazione con la medicina di famiglia». 

A Napoli oltre al Cotugno ad ospitare pazienti Covid ci sono anche i due policlinici e il Loreto Nuovo. Nel policlinico collinare ci sono in tutto 7 pazienti Covid ricoverati in degenza di malattie infettiva e Medicina. Nel dettaglio: a Malattie infettive edificio 18 presso l’unità operativa diretta da Maurizio Gentile 3 pazienti su 6 posti letto. In ginecologia all’edificio 9, presso il centro regionale di riferimento per le gravide con il Covid ci sono 4 donne ricoverate su 6 posti disponibili. Nessun posto è libero in quanto due sono occupati da donne in osservazione. Infine nella unità di Pediatria Covid, di cui è responsabile Alfredo Guarino sono tutti occupati i 4 posti letto disponibili. Altri 5 pazienti sono ricoverati nelle unità Covid dell’altro policlinico dell’Università Vanvitelli, presso gli spazi dedicati nei padiglioni di Cappella Cangiano mentre il policlinico del Centro storico è Covid free. Passiamo al Loreto: qui tra alti e bassi allo stato risultano ricoverati 23 pazienti in degenza rispetto ai 50 posti letto attivi). Altri 7 su 10 sono in terapia sub-intensiva e un solo paziente è ospitato in area critica (una persona anziana affetta da altre patologie concomitanti) su 4 posti in totale dedicati alla terapia intensiva. Crescono anche i casi da quarantena, asintomatici o paucisintomatici: sono 13 quelli ricoverati nel Covid residence dell’ospedale del Mare dotato di una guardia infermieristica e medica ma nessuno è di Capri con cui la Asl Napoli 1 aveva stipulato una convenzione nell’ambito del protocollo “Capri Covid free”. 

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Anche in questi presidi si conferma la assoluta prevalenza di pazienti non vaccinati ovvero qualche caso sporadico di vaccinati con singola dose, spesso AstraZeneca, a cui non è stato dato seguito con il richiamo neanche eterologo. «Continua anche in questa settimana la campagna vaccinale Pfizer prima dose (da 12 anni in su) nei distretti sanitari della nostra Asl – fanno sapere dalla Asl Napoli 1, senza prenotazione o registrazione. Aspettiamo soprattutto i giovani tra i 12 anni ed i 19 anni per una ripresa in sicurezza delle attività scolastiche ed evitare il ritorno alla didattica a distanza. I distretti sono aperti a tutti gli assistiti dell’Asl Napoli 1». C’è infine il Cardarelli che a fronte dell’affollamento record dell’area del pronto soccorso per patologie ordinarie che viaggia costantemente sopra la soglia dei 100 malati in attesa in triage e Osservazione breve intensiva ha soli 3 pazienti Covid ricoverati nel padiglione M (ex intramoenia). «In questo periodo – spiega il manager Giuseppe Longo - abbiamo 3 soggetti ricoverati di cui uno in terapia intensiva. È attiva solo la palazzina M e per disposizione dell’unità di crisi unicamente per i pazienti Covid che giungono a noi nell’ambito delle reti tempo dipendenti e in emergenza urgenza per infarto, ictus o politrauma». Nessun accesso Covid se non qualche sporadico caso sospetto anche negli altri presidi della Asl Napoli 1 attivi con un pronto soccorso, in particolare il Pellegrini e San Paolo

Ultimo aggiornamento: 17:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA