Super green pass per gli over 50, a Napoli 40mila no vax: servizi pubblici a rischio

Domenica 13 Febbraio 2022 di Valerio Iuliano
Super green pass per gli over 50, a Napoli 40mila no vax: servizi pubblici a rischio

Il Green pass rafforzato sui luoghi di lavoro entrerà in vigore domani. La misura coinvolgerà tutti i lavoratori pubblici e privati oltre i 50 anni di età. E la principale novità rispetto al Green pass base è che non sarà possibile ottenerlo con un tampone negativo. Il regolamento sulla nuova “certificazione verde” prevede che nei luoghi di lavoro si entri solo con la vaccinazione o con la guarigione dal Covid-19.

Dopo la prima dose, il Super Green pass è valido dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione e fino alla dose successiva. Dopo la seconda dose, è valido per sei mesi, mentre dopo la dose di richiamo è illimitato. A Napoli la disposizione normativa riguarda un numero cospicuo di lavoratori. Quelli che rischiano la sanzione - sospensione dal servizio e dallo stipendio a partire dal quinto giorno senza certificazione, oltre a una multa dai 600 ai 1500 euro - sono decine di migliaia. Basti pensare che solo i non vaccinati, tra gli over 50, sono circa 40mila e, tra essi, si trovano tanti dipendenti, pubblici e privati. Senza considerare che tra quelli che non dispongono della certificazione sono compresi anche coloro che hanno effettuato le due somministrazioni, ma hanno il Green pass base scaduto perché sono trascorsi sei mesi dalla seconda dose. La platea dei No vax è ancora molto folta e perciò dai controlli che scatteranno a partire da domani potrebbero scaturire molte sanzioni. La sensazione condivisa dagli addetti ai lavori è che molti di coloro che hanno scelto di imboccare la strada della mancata vaccinazione lo abbiano fatto consapevolmente e che nemmeno lo spettro di una sanzione possa servire a fargli cambiare idea. Persino l’eventualità di una sospensione dello stipendio rischia di non essere sufficiente.

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Le organizzazioni sindacali confermano la linea favorevole ai vaccini sui luoghi di lavoro, in un’ottica di tutela della salute. «Abbiamo sempre insistito - spiega il segretario generale della Uil Giovanni Sgambati - sull’obbligo vaccinale ma il governo ha scelto la strada del Green pass per gli over 50. Per noi sindacati è importante lavorare in sicurezza. È utile garantire la sicurezza delle persone». Analoga la posizione del segretario della Cisl di Napoli e provincia Gianpiero Tipaldi: «Chi non ha il Green pass rafforzato, non può lavorare. Sono scelte, con tutti i rischi del caso. Avremmo preferito l’estensione dell’obbligo vaccinale. Quella del Green pass per gli over 50 è meglio di niente». I controlli sui mezzi di trasporto pubblico e privato si annunciano, come sempre, piuttosto complicati. Verificare il possesso del Green pass di chi sale a bordo di un mezzo è ben altra cosa che controllare i dipendenti di un’azienda o di un ufficio pubblico.

 

Le associazioni imprenditoriali confermano che i controlli saranno serrati. «È una norma molto opportuna che andava emanata anche prima - sottolinea il vicepresidente dell’Unione industriali Costanzo Jannotti Pecci - perché ci sono stati molti casi di dipendenti riluttanti alla vaccinazione. Dopo più di un anno, immaginare che ci siano ancora casi di No vax è inaccettabile. È una disposizione che un lavoratore deve rispettare, come quella di arrivare in orario al mattino. Laddove le aziende dovessero riscontrare atteggiamenti non rispettosi della norma, devono essere inflessibili. Chi non si sottopone alla vaccinazione non verrà pagato, starà fuori dall’azienda e bisognerà valutare anche soluzioni più drastiche, se il mancato rispetto della norma si protrae nel tempo». Tra le aziende che fin dal primo momento hanno sposato la linea del vaccino per tutti i lavoratori c’è la Protom Group Spa, la società leader internazionale di servizi tecnologici, che già nello scorso settembre scelse di far lavorare solo i dipendenti muniti di Green pass. «Abbiamo anticipato il governo», dice il fondatore Fabio De Felice. «Non ci furono difficoltà. Riteniamo che le azioni successive del governo ci abbiano dato una mano ad inculcare nei lavoratori l’idea che quello che si faceva per il vaccino serviva a tutelare il lavoro di tutti. E tutti i nostri dipendenti lo hanno rispettato». 

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Sulla stessa lunghezza d’onda le associazioni di categoria: «Tutte le limitazioni - spiega il presidente di Confesercenti Vincenzo Schiavo - sono un freno all’economia, ma siamo sempre in linea per far rispettare le norme ai lavoratori e alle imprese iscritte alla nostra associazione». Taglia corto Massimo Di Porzio, leader della Fipe, la federazione dei pubblici esercizi: «Non ci saranno difficoltà. Noi siamo abituati. Lo facciamo da quasi un anno». 

Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA