Crac Deiulemar, pene ridotte
per gli armatori di Torre del Greco

Giovedì 26 Maggio 2022
Crac Deiulemar, pene ridotte per gli armatori di Torre del Greco

Condanne fortemente ridotte per gli armatori di Torre Del Greco, i fratelli Angelo, Pasquale e Micaela Della Gatta, imputati per il crac da 770 milioni di euro della Compagnia di Navigazione Deiulemar. La Corte d'Appello di Roma - terza sezione - chiamata a pronunciarsi per la seconda volta dopo l'annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione della prima sentenza d'appello, ha rideterminato la pena in cinque anni e nove mesi per Pasquale e Angelo e in quattro anni e cinque mesi per Micaela.

In primo grado i tre fratelli imprenditori erano stati condannati a 17 anni dì reclusione, quindi la pena fu parzialmente confermata in appello con una riduzione a 13 anni. La Cassazione ha invece annullato con un rinvio ad una diversa sezione della Corte d'Appello, che ha ridotto fortemente la condanna. L'altro imputato Giuseppe Lembo è morto durante il processo; mentre per l'imputata Giovanna Iuliano la Corte dì Appello ha rinviato la decisione al 9 novembre per problemi dì salute, stralciando la relativa posizione. Per l'accusa i fratelli Della Gatta - difesi dagli avvocati Mario Griffo e Giro Pasquale Sepe - avrebbero svuotato la società di navigazione di tutte le risorse finanziarie, portandole all'estero attraverso trust e fiduciari. I tre armatori emisero anche titoli obbligazionari per finanziarsi sul mercato; la Consob li autorizzò ad emettere bond fino ad un massimo di 40milioni di euro, ma i titoli emessi furono di valore di gran lunga superiore, e alla fine, quando arrivò la bancarotta, migliaia di obbligazionisti sono rimasti con nulla in mano. I tre fratelli finirono anche in carcere per il crack della Deiulemar, vi trascorsero sedici mesi e uscirono alla scadenza dei termini di custodia cautelare.

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