Crisi economica a Napoli, le mani dei clan sulle aziende in crisi e la Procura accende un faro

Martedì 12 Maggio 2020 di Daniela De Crescenzo

«La procura è pronta a darci una mano contro chi tentasse di assaltare le nostre aziende»: Giuseppe Oliviero, presidente di Cna Campania Nord e vicepresidente nazionale di Cna, nei giorni scorsi aveva lanciato l'allarme criminalità dalle pagine del Mattino e ieri ha incontrato il procuratore capo di Napoli, Giovanni Melillo, che sta da tempo monitorando la situazione. Il rappresentate degli artigiani e dei piccoli imprenditori ha raccontato al magistrato le difficoltà di chi, dopo due mesi di lockdown, si trova a secco di risorse e deve affrontare nuove spese per andare avanti, ma soprattutto ha sottolineato che la criminalità organizzata è probabilmente già pronta ad approfittare della debolezza finanziaria di molte imprese per allargare il suo controllo economico sul territorio. Specialmente nel settore turistico starebbero già arrivando delle offerte. Ad alcuni albergatori, spiegò Oliviero al Mattino, sono state avanzate proposte di acquisto sospette, soprattutto perché in questo momento gli unici ad avere denaro sono i malavitosi. «Molte piccole e medie imprese si preparano a tornare in attività, ma sanno di essere in grave difficoltà economica dopo due mesi di stop ha sottolineato Oliviero - Cna è vicina ai propri associati per tutti gli adempimenti burocratici e per rappresentare alle istituzioni i problemi che incontrano ogni giorno lavorando a Napoli in un momento così critico, per questo abbiamo voluto incontrare il capo della Procura, e lo ringraziamo della vicinanza che ci permette di dare un segnale forte alle imprese: non siete sole». Il presidente Cna, infatti, al termine dell'incontro, ha sottolineato di aver ricevuto piena disponibilità di ascolto e intervento «su qualsiasi episodio che dovesse coinvolgere gli associati di Cna, che sanno di avere una forte interlocuzione con la magistratura». Ma adesso, per salvare le proprie aziende, artigiani e commercianti devono denunciare, altrimenti sarà difficile mettere fuori gioco la malavita.
 


È necessario un fronte comune per evitare che alla fine dei giochi, quando il virus sarà finalmente sconfitto e la ripresa economica diventerà possibile, le aziende in difficoltà siano diventate aziende criminali, pronte a riciclare denaro sporco. Un'eventualità catastrofica: l'enorme mole di denaro in mano ai criminali (secondo i conteggi forniti da Eurispes la liquidità di ndrangheta camorra e mafia è di 250 miliardi di euro) permetterebbe una concorrenza sleale e finirebbe con l'affossare anche le imprese sane sopravvissute alla pandemia. È di qualche giorno fa il rapporto Europol che sulla base di informazioni penali provenienti da indagini condotte negli Stati membri, e sulla scia delle esperienze delle precedenti crisi, valuta l'impatto della pandemia in tre fasi: quella attuale, a medio e lungo termine. Secondo l'agenzia dell'Unione Europea deputata alla lotta al crimine, in particolare il crimine informatico, la frode e la contraffazione hanno seguito la diffusione della pandemia in tutta Europa. E oggi si sono create nuove opportunità nei settori dell'antiriciclaggio dove è possibile una pressione significativa sul sistema finanziario e sul settore bancario. Non solo: i criminali probabilmente intensificheranno il loro uso delle offshore per ricevere depositi in contanti che verranno successivamente trasferiti in altre giurisdizioni. Il settore immobiliare e quello dell'edilizia diventeranno ancora più interessanti per il riciclaggio di denaro sporco sia in termini di investimenti sia come giustificazione per la circolazione dei fondi. E intanto la domanda e la scarsità di alcuni beni, in particolare di prodotti e attrezzature per la salute, stanno guidando una parte significativa delle attività dei criminali in beni contraffatti e scadenti. Sul lungo periodo potrebbe crescere più generalmente il mercato delle merci contraffatte che sono più economiche e quindi più appetibili in un momento di crisi e ci potrebbero essere nuove «campagne acquisti» di personale da dedicare al crimine. In conclusione, secondo Europol «i gruppi di criminalità organizzata di tipo mafioso trarranno probabilmente vantaggio da una crisi e da persistenti difficoltà economiche reclutando giovani vulnerabili e impegnandosi in prestiti, estorsioni e racket».

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