Cristiano Ronaldo sindaco di Napoli
Arriva il Real, spariscono le buche

Sabato 4 Marzo 2017 di Gianluca Agata

Tra San Giovanni a Carbonara e Santa Caterina a Formiello ballano cinquecento anni di storia e più o meno 800 metri di strada. La prima a monte, la seconda a valle. Re Ladislao Durazzo che a San Giovanni fu sepolto, ne avrebbe di storie da raccontare. Prese il trono ventitreenne contrastando i francesi. La sua idea di Regno d’Italia precede di oltre quattrocento anni quella risorgimentale. L’imponente monumento sepolcrale nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara, fatto erigere dalla sorella Giovanna, ne custodisce le spoglie. Re Ladislao può osservare oggi una strada mai vista negli ultimi venti anni. Buche rattoppate, fogne pulite, una volante che percorre ogni ora la strada, pattuglie di falchi in motocicletta, assenza di macchine in doppia fila, traffico regolare. 
 


Una città normale per quanto possa essere normale una città come Napoli. Passerà alla storia come il miracolo di Cristiano Ronaldo e di Palazzo Caracciolo, un miracolo che farebbe impallidire anche santa Caterina d’Alessandria, che pure di storia ne ha fatta all’angolo di porta Capuana ove si conclude il chilometro che sarà dedicato al Real Madrid. I blancos arriveranno lunedì a Napoli ed alloggeranno nella fortezza di palazzo Caracciolo sulla cui facciata già garrisce una bandiera spagnola, carineria del managment dell’albergo napoletano. Quello che colpisce discendendo la strada da via Foria verso porta Capuana è l’assenza di autovetture in doppia fila. Verbali della polizia municipale dappertutto con i foglietti che invitano a non parcheggiare da mezzanotte del 6 marzo. Il proprietario di un piccolo negozietto a monte dello slargo di san Giovanni a Carbonara racconta stupito: «Mai vista una cosa così. Qui era un fiume di macchine in doppia fila. Polizia municipale neanche l’ombra. Ed invece adesso si può guardare tutta la strada senza avere impedimenti di sorta. Uno, cento Cristiano Ronaldo se serve a riqualificare la zona».
 
 

Coriandoli, tanti coriandoli, sinonimo di festa dei bambini. Ma anche immondizia e degrado che ancora non sono spariti. Come se si fosse provveduto a dare una prima mano di pulizia, quella delle toppe d’asfalto e delle fogne. Tombini mai aperti negli ultimi dieci anni raccontano i negozianti ed ora ripuliti. Sarà per la sicurezza, sarà per un controllo delle caditoie, vedere una squadra occuparsi delle fogne è considerato un altro piccolo miracolo targato Real Madrid. L’albergo si erge come bianca fortezza al centro della strada. Sembra quasi un castello medievale con un ponte levatoio da abbassare per cominciare i commerci con tutto il borgo antistante fatto di artigiani. «Artigiani una volta ce ne erano tantissimi» racconta la preside dell’istituto comprensivo Bovio Colletta, materna elementare e media. Seicento ragazzi su tre plessi distribuiti nella zona. «Forze vive, fresche. Ora è una zona molto degradata sulla quale si stanno accedendo i riflettori grazie all’arrivo del Real Madrid. In tanti si interessano a noi ma quando si spegneranno le luci ho paura che tutto tornerà come prima». In questo Palazzo Caracciolo «è stato per noi una speranza di riqualificazione della zona che al momento non si è verificata». Il degrado «è sotto gli occhi di tutti. Soprattutto quello fisico, spazzatura, viabilità, il bivacco di Porta Capuana». Quanto accaduto ai giardini ha del miracoloso. «Guardi - continua - io ci passo tutti i giorni e non li ho mai visti così puliti». Nei tempi pre-Real Madrid «ci sono mercatini con oggetti che vengono rivenduti direttamente dalla spazzatura. Ora hanno passato tutto a lucido».

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Ultimo aggiornamento: 14:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA