Crolla la parete della scuola nel Napoletano: feriti la maestra incinta e cinque bimbi

di Paola Perez

Un boato, la pioggia di pietre che veniva giù, la polvere, la paura. È crollata la parete interna in blocchi in calcestruzzo leggero che separa due classi di terza e quarta elementare al primo piano dell'istituto comprensivo Tenente De Rosa al corso Umberto di Sant'Anastasia: contusi una maestra incinta e cinque bambini - alcuni colpiti dai calcinacci, altri sono caduti durante le fasi precipitose della fuga dalle aule  - nessuno per fortuna è in gravi condizioni, tutti medicati sul posto dal personale del 118.

Le indagini per accertare eventuali responsabilità sono state avviate dai carabinieri, che hanno raccolto testimonianze e informazioni tra testimoni e addetti ai lavori.

La parte del muro crollata nella scuola ha colpito un'insegnante di sostegno che in quel momento era impegnata con un bimbo disabile. Per «coprire» il piccolo la maestra è rimasta ferita alla testa e ad una spalla. La donna è al quarto mese di gravidanza. La docente, dopo essersi accertata delle condizioni degli alunni, ha voluto recarsi dal suo ginecologo per un controllo. A parte lo choc, la situazione non sarebbe preoccupante.
 

Il sindaco Lello Abete e l'assessore comunale alla pubblica istruzione Bruno Beneduce hanno subito raggiunto la scuola per verificare personalmente la situazione. «Stiamo già verificando tutte le circostanze per accertare eventuali responsabilità - ha detto il primo cittadino - andremo a fondo per tutto quanto è nelle nostre competenze perché simili episodi non devono accadere». La parete divisoria era stata realizzata una decina di anni fa per dividere uno spazio più ampio e fare posto a due classi. I vigili del fuoco stanno effettuando un sopralluogo per scoprire se ci sono altre situazioni di pericolo nell'istituto. 

L'edificio era già stato oggetto di verifiche strutturali due anni fa, così come le altre scuole del territorio. E all'esito dei controlli si rese necessario il reperimento di aule in altre sedi, perchè in base ai rilievi del Comune nel plesso centrale era emerso che un corpo di fabbrica aggiunto sul finire negli anni '80 per realizzare sei aule e due laboratori era deficitario e presentava problemi statici tali da non garantire la sicurezza degli alunni, del corpo docente e del personale, tant'è che alcuni spazi del primo piano vennero dichiarati inagibili.

«I bambini di terza elementare si sono rifugiati nell'atrio - raccontano i genitori degli alunni, radunati  all'ingresso della scuola - erano sotto choc, piangevano e raccontavano di aver sentito un boato e di aver visto la parete crollare sulla maestra di sostegno. Noi ci siamo spaventati perché sui gruppi social sono state diffuse subito le foto della parete crollata e non riuscivamo a capire cosa fosse realmente successo». 

«Invece di fare i controlli biometrici, spendendo centinaia milioni di euro, sarebbe meglio usare questi fonti per sistemare le scuole» ha il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. «Abbiamo già fatto tanti comunicati, abbiamo scritto ai ministri dell'Interno Matteo Salvini e dell'Istruzione Marco Bussetti, e oggi ribadiamo con forza che è necessario fare i controlli sulle aule: sappiamo dal rapporto di Cittadinanzattiva che in Italia c'è un crollo nelle scuole italiane ogni quattro giorni. A volte piccoli pezzetti ma, come oggi, può capitare che alunni e docenti rimangano coinvolti. Si deve intervenire al più presto».
 
Mercoledì 17 Aprile 2019, 14:19 - Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 12:56
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP