Dai robot alle città intelligenti
ecco il futuro del 5G


«La rete 5G? Sarà versatile, potrà essere molto più veloce delle precedenti, per chi dovrà trasmettere moltissimi dati in tempi brevissimi o molto più immediata e continua nel servizio, per chi affiderà alla rete servizi prima gestiti personalmente  come la robotica, o molto più interconnessa, per chi dovrà gestire sistemi complessi delle smart cities». E' uno scenario futuro ma incredibilmente vicino anche per Napoli e la Campania quello descritto da Daniele Riccio, professore di campi elettromagnetici all'Università Federico II di Napoli in un affollatissimo convegno nella seconda giornata di Energymed sulle reti 5G.

Una discussione organizzata dalla sezione di Napoli dell'AEIT (Associazione Italiana Di Elettrotecnica Elettronica Automazione Informatica e Telecomunicazioni) e dell'AICT (Associazione Tecnologie dell'informazioni e delle Comunicazioni) su un futuro della connessione che può essere solo immaginata ma che è già realtà, portando nella vita di tutti i giorni davvero un pezzo di futuro, come la connessione remota dei robot. «Bisognerà progettare - ha spiegato Riccio - intorno al singolo utente la connettività di cui avrà bisogno insieme alle applicazioni che lo interessano. Una connettività che dovrà seguirlo nei suoi luoghi, con i suoi tempi. Sarà quindi una straordinaria occasione di lavoro per sviluppatori di applicazioni, installatori di impianti, configuratori e gestori di reti». E l’Università Federico II sarà tra i protagonisti in Italia di questa svolta, preparandosi a lanciare per i giovani ricercatori la scuola internazionale di dottorato sul 5G.

Ma di connessione si è parlato nella seconda giornata di Energymed anche per quanto riguarda il trasporto pubblico, che sarà sempre più trasporto collettivo e che convincerà le persone a lasciare l'auto a casa grazie a una serie di servizi che renderanno semplicissimo progettare qualsiasi spostamento con i mezzi pubblici. Oggi a Energymed sbarca il grande piano della Città Metropolitana che prevede la piantagione di milioni di alberi come atto di contrasto ai mutamenti climatici: «La Città Metropolitana - preannuncia afferma il vicesindaco Salvatore Pace - farà la sua parte chiedendo aiuto agli alberi, instancabili produttori di ossigeno, capaci di filtrare le polveri sottili, di abbassare la temperatura di due, tre gradi nei periodi più torridi».
 
Venerdì 29 Marzo 2019, 23:21
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