Dai vicoli al lungomare, le calciatrici del Napoli testimonial della città

Domenica 19 Luglio 2020 di Bruno Majorano
Dal centro storico al Lungomare, da Porta Nolana al Frullone, il Napoli Femminile mette in mostra le bellezze della squadra e della città. Il mix funziona, perché le nuove calciatrici del club neopromosso in serie A sono state immortalate in alcuni luoghi simbolo di Napoli e poi postate sui canali social per far passare il doppio messaggio: volti nuovi, città storica. E le prime a essere rimaste piacevolmente sorprese dell'iniziativa sono state le calciatrici stesse a partire da Livia Capparelli, metà romana e metà californiana. «Sono laureata in relazioni internazionali e non vedo l'ora di scoprire la storia di Napoli, i Borbone, la città sotterranea e quel che resta della dominazione angioina».



Le ragazze che oggi sono in ritiro a Castel di Sangro (stessa località che a fine agosto ospiterà il Napoli di Gattuso) hanno trascorso le prime notti in città in un hotel di Forcella, ma hanno impiegato un attimo a restare rapite dalle bellezze del Lungomare. Merito delle veterane del gruppo che già la prima sera hanno portato in gita le nuove compagne proprio a due passi dal mare del Golfo. «Ho tantissima voglia di vedere meglio la città di Napoli, perché la mia famiglia è di Grumo Nevano e ho sempre visitato solo la provincia», racconta Emma Errico, mentre Isotta Nocchi è incuriosita dai Quartieri Spagnoli. «Ne ho sempre sentito parlare. Napoli la descrivono in tanti modi e sono grande appassionata di arte e chiese». Legata a doppio filo con Napoli è la svedese Jenny Hjohlman. «Mia nonna ha vissuto a Napoli tanti anni fa e mi parlava sempre di Posillipo, per questo sono curiosa di andarci il prima possibile». C'è, invece, chi si è appassionata a Napoli grazie alla tv, come nel caso di Federica Di Criscio. «Vorrei vedere Scampia perché sono una grande fan di Gomorra». L'unica che è stata subito accontentata è Sifieke Jansen, una ragazza olandese che però parla un italiano quasi perfetto perché ha vissuto a Terni. «Voglio vedere il mare». Lo ripete sempre, e in parte è il suo desiderio è stato anche già esaudito. Sifieke quasi italiana, mentre la Emmeline Mainguy non era mai stata in Italia prima di approdare al Napoli femminile. Di ruolo è portiere e infatti per il suo scatto, sullo sfondo, è stata utilizzata Porta Nolana.



Nessuna foto in città per motivi di tempi stretti e inizio del ritiro, ma la star dei social Eleonora Goldoni (oltre 200mila followers su Instagram) non ha perso tempo per dimostrare il suo attaccamento alla città di Napoli. È una ragazza molto attenta alle problematiche sociali ed è spesso promotrice di iniziative di beneficenza, così ha deciso di devolvere il ricavato di un'asta delle sue scarpette alla Fondazione San Gennaro che opera alla Sanità.


Ma quello del Napoli Femminile è un programma tutto napoletano, dai soci agli sponsor. Il club ha un progetto tutto orientato sulle eccellenze napoletane, attraverso l'azionariato diffuso che coinvolge circa 30 soci partenopei e che ha intrigato alcuni prestigiosi sponsor - marchi importanti della città - che saranno ufficializzati nelle prossime settimane. Questo grazie all'incessante lavoro dell'amministratore delegato Francesco Tripodi che si è dato da fare in vista dell'assemblea dei soci che si terrà martedì con l'approvazione del bilancio e del consuntivo oltre che del budget per la stagione 2020-2021. Dicevamo del progetto, ma la squadra non ha una grossa anima napoletana, un po' come il Napoli di De Laurentiis. Solo una giocatrice, infatti, è napoletana (Paola Di Marino), mentre tutte le altre vengono dal resto d'Italia o d'Europa. Basti pensare che tra le nuove arrivate c'è anche Isobel Dalton, inglese di nascita ma australiana di passaporto: l'ultima stagione ha giocato proprio nella terra dei canguri con la maglia del Brisbane. A Castel di Sangro, però, si sono aggiunte 4 ragazze del settore giovanile, Giulia Franco (2001), Liliana Merolla (2005), Aurora Penna (2005), Mattea Gallo (2004) volute fortemente dall'allenatore Marino (lui sì, napoletano) e che porteranno la loro napoletanità all'interno del gruppo così cosmopolita.
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