Dal crac Deiulemar al bubbone rifiuti la città dei «carati» travolta dalla crisi

di Gigi Di Fiore

«La città, come vede, è tranquilla e l'amministrazione comunale va avanti non essendo affatto coinvolta». Il sindaco Giovanni Palomba è nella sua stanza a Palazzo Baronale. Ostenta serenità, anche se l'inchiesta della Procura di Torre Annunziata ha scosso il mondo politico cittadino. Torre del Greco senza pace. L'antica città dei marittimi e dei ricchi produttori del corallo oggi vive nel ricordo di un passato di splendori in un presente di miseria. Le foto dei cumuli di rifiuti, non raccolti per difficoltà sugli appalti alle ditte, ne sono state la triste immagine.

POCHI SPICCIOLI
Solo in una città che si dimena nelle sue difficoltà economiche un voto può valere 10, massimo 15 euro. Lo osserva il gip Antonio Fiorentino: «Sfruttando la situazione di degrado di alcuni quartieri, l'indigenza e la povertà di tanti elettori, o solo il basso livello culturale, tanti cittadini sono stati privati di un loro fondamentale diritto per pochi spiccioli». Denaro, o pacchi alimentari come nella Napoli di Achille Lauro. Eppure, questa è stata la città dei grandi armatori, degli investimenti su pezzi di navi che rendevano interessi da capogiro. Erano i «caratisti», quelli che possedevano parti di imbarcazioni. Proprio come i carati dei diamanti. Poi la crisi, con il fallimento prima della Dimaiolines e poi nel 2012 della Deiulemar, che ha travolto 13mila famiglie. Solo con la Dimaiolines si erano impegnati in 800, sperando nelle promesse del 9 per cento di interessi. I crediti di chi aveva investito nelle navi della Deiulemar vennero calcolati in 725 milioni di euro. Come se non bastasse, agli inizi dell'anno scorso anche la compagnia Rbd (Rizzo-Bottiglieri-De Carlini) ha dovuto gettare la spugna per un crac da un miliardo di euro. È il tracollo del sistema armatoriale, che qui portava ricchezza. Ha ricordato Peppe Sbarra, giornalista autore di più pubblicazioni sulla sua Torre del Greco: «La storia della città ruota attorno al mare. Erano i coralli da pescare e lavorare, erano i commerci lontani a favorire la navigazione».

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Mercoledì 3 Aprile 2019, 18:44
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