LUIGI DE MAGISTRIS

De Magistris in tv a Quarta Repubblica: «Caso Palamara, era un sistema non molto lontano dalla P2»

Lunedì 1 Giugno 2020
«Sono completamente distante da Salvini e penso che sulla Diciotti abbia sbagliato, ma trovo gravissimo, inquietante e qualcosa che non ha nulla a che vedere con la magistratura quando si dice 'quello ha ragione, ma lo dobbiamo attaccarè. Quello non può più fare il magistrato, non è una questione se viene condannato o meno, è qualcosa di più grave della condanna, è un fatto etico». Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ospite di «Quarta Repubblica» su Rete 4, commentando il caso Palamara.

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Secondo de Magistris dall'inchiesta di Perugia è emerso «un sistema che domina da anni e che ha deciso procuratori, procuratori nazionali antimafia, presidenti di Tribunali, e va contro l'indipendenza anche interna dei magistrati. Indipendenza della magistratura non significa solo dai partiti politici o dalle lobby, ma anche dal proprio interno, e quando i magistrati all'interno colludono con l'esterno diventa un sistema che è anche criminale».  

«Quando Cascini dice 'abbiamo difeso l'indipendenza dei magistratì - ha ricordato de Magistris - dice una cosa falsa e io sono testimone che già 13 anni fa non era così, parlo di vicende di cui sono stato protagonista, nel 2007 e nel 2008. Immaginiamo queste due persone, Palamara e Cascini, in 13 anni, il trojan è di appena un anno fa. Sono stati sfortunati che ci sono magistrati coraggiosi che hanno cominciato a fare le inchieste a Perugia».
 

«Cascini e Palamara? Potrei scrivere un libro su quello che ho visto, era la coppia vincente per fermare magistrati onesti che indagavano sul sistema che è stato portato alla luce». De Magistris, rievocando gli anni delle sue inchieste da pm a Catanzaro, ha ricordato «un episodio che mi ha inquietato moltissimo, a me che ho sempre creduto nell'autogoverno della magistratura e nell'Anm come organo di difesa dei magistrati autonomi. Quando grazie ai magistrati ordinari di Salerno stava finalmente venendo fuori la verità, e in quelle verità c'erano persone molto influenti all'interno della magistratura, alcune delle quali ancora al loro posto, i magistrati di Salerno furono fermati e ai vertici del Csm c'erano Napolitano e Mancino. Palamara presidente dell'Anm, con Cascini che lo sosteneva, disse: 'Il sistema ha dimostrato di avere gli anticorpì. Vorrei che magistrati onesti come Davigo e altri cominciassero a prendere le distanze da questa cloaca, altrimenti la magistratura non si pulirà, perché i magistrati onesti hanno paura delle correnti, e questo è un tema democratico».

«Sembra un'esagerazione il discorso sulla P2, ma se ci sono persone delle istituzioni, e tra queste magistrati, appartenenti ad altri organi di controllo e anche politici, che prendono decisioni così inquietanti in luoghi altri e le ratificano in luoghi istituzionali da un punto di vista formale, incidendo sul corretto andamento degli organi costituzionali, non è qualcosa di molto lontano», ha detto ancora de Magistris. «Uno dei filoni di indagine che stavo seguendo quando quel sistema molto interno alla magistratura mi fermò - ha aggiunto de Magistris - era proprio questo, e lascio immaginare anche il prezzo che ti fanno pagare dall'interno. Non sopportavano che parlassi male, volevano che i panni sporchi si lavassero in famiglia».Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 07:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA