Deiulemar, doccia fredda per i truffati
I soldi del trust bloccati in Svizzera

Martedì 27 Ottobre 2020 di Aniello Sammarco


I soldi legati al trust svizzero sono ancora Oltralpe: delusione tra gli obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione, che già stavano pregustando un possibile ristoro economico entro la fine dell'anno in corso. Non smette di stupire la querelle giudiziaria legata al fallimento dell'ex colosso armatoriale di via Tironi, nel quale quasi tredicimila persone avevano investito oltre 720 milioni di euro: l'ultima sorpresa arriva attraverso una nota inviata dall'avvocato Elio D'Aquino alla curatela e il cui contenuto è stato reso noto dai tre componenti dell'organismo fallimentare, Alfonso Iovane, Vincenzo Di Paolo e Paola Mazza. Nella comunicazione il legale sottolinea come, dopo essersi recato personalmente a Roma dal procuratore generale Vincenzo Saveriano, lo stesso gli abbia comunicato che «nonostante avesse adempiuto a tutti i passaggi procedurali previsti in materia di rogatoria internazionale, al momento le somme giacenti in Svizzera oggetto del contenzioso non sono ancora state trasferite in Italia per essere messe a disposizione dei creditori».

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Un aspetto non di poco conto, perché l'arrivo delle somme in Italia non solo permetterebbe di sbloccare le procedure per l'atteso riparto, ma consentirebbe finalmente di scoprire a quanto effettivamente ammonta la cifra legata al trust riconducibile agli armatori condannati per il fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione, mettendo fine al balletto delle somme con forbici che vanno dai 10 ai 20 milioni di euro. «La circostanza che impedirebbe il trasferimento fa sapere ancora D'Aquino è la convinzione del procuratore elvetico preposto alla procedura, che bisogna restare in attesa della definitività del provvedimento emanato dalla Corte d'Appello, perché impugnato dalle parti interessate alla Corte di Cassazione. Tale convinzione è stata trasferita alla Procura Generale di Roma con nota formale».

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Ancora una volta, dunque, gli ermellini entrano in gioco nel turbinio di processi e ricorsi legati al mondo Deiulemar. Pochi giorni fa la Cassazione aveva rigettato un reclamo presentato dai legali dei fratelli Della Gatta e di Giovanna Iuliano, sulla condanna dei loro assistiti in merito al reato di raccolta abusiva del risparmio. La circostanza ispira anche le rimostranze degli obbligazionisti: «La Cassazione - dicono i rappresentanti del comitato Legalità e Trasparenza - è diventata il crocevia della truffa Deiulemar. Tutto questo è inaccettabile per chi grida nelle piazze di essere sempre vicino ai cittadini. Non siamo esperti di legge ma siamo uomini esperti di onestà e abbiamo lavorato tutta una vita per mettere da parte i nostri risparmi».
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