Don Giustino Russolillo è Santo, una notte di preghiere per il parroco degli ultimi

Sabato 14 Maggio 2022 di Giuliana Covella
Don Giustino Russolillo è Santo, una notte di preghiere per il parroco degli ultimi

Le auto sfrecciano veloci lungo via Montagna Spaccata, fino all’incrocio con la rotonda dove si staglia la statua di don Giustino Russolillo. Un’opera che, come si legge sull’epigrafe, fu inaugurata il 2 agosto 2007. Così Pianura accoglie i visitatori nel quartiere che da oggi chiamerà “santo” il suo patrono: questa mattina alle 10 in piazza San Pietro a Roma si terrà la celebrazione della canonizzazione di padre Russolillo presieduta da Papa Francesco. Un evento che sarà trasmesso per Ctv Sat 2000, Rai e Ewtn Intrenational e che a Pianura verrà annunciato dai fuochi d’artificio e dalle note della banda musicale. Sempre nel quartiere natìo alle 21 si svolgerà una fiaccolata con la venerazione delle reliquie del parroco pianurese che, partendo dalla rotonda a lui intitolata, attraverserà via Padula, via Comunale Napoli e corso Duca d’Aosta. Le manifestazioni a Pianura proseguiranno il 21 maggio alle 16.30 con la celebrazione di ringraziamento nel piazzale del Vocazionario in via Torricelli, presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione per la cause dei santi e, a seguire, un’esibizione della fanfara dei carabinieri. 

Non appena si imbocca via Comunale Napoli s’intravedono i primi drappi appesi a finestre e balconi con l’effigie di quel parroco con gli occhiali dalle lenti tondeggianti che tutti ricordano. Così il quartiere ha impresso nel cuore e nella mente padre Russolillo, il sacerdote che da oggi si chiamerà San Giustino. «Sono devota a lui da sempre - racconta Giulia Trose, 78 anni, affacciata alla finestra della sua casa - sono malata di cancro, mi sto curando e per fortuna vivo con mio marito e mio figlio che mi assistono, ma affido le mie preghiere al nostro santo perché mi protegga e mi salvi da questo male». La commozione e l’emozione è tanta, nei negozi, nelle case, nelle chiese del rione. Ognuno ha voluto rendere omaggio a don Giustino con una sua immagine, come Emanuele Cormio, titolare di un bar in via Napoli: «Questa canonizzazione sarà un punto di partenza, mi auguro, per un quartiere disagiato come il nostro. Speriamo nel riscatto di Pianura e che i residenti lo sappiano apprezzare e valorizzare». Trepidanti per l’evento di oggi i coniugi Tiziana Belviso e Vincenzo Di Nardo: «Siamo strafelici poiché di Pianura si parla sempre in negativo. Per una volta saremo sulla stampa per un avvenimento di cui andare fieri. Don Giustino rappresenta un pezzo storico del territorio perché è stato uno dei primi ad occuparsi dei più deboli e questo ha segnato tutti noi pianuresi».

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Il tour tra le vie di Pianura prosegue con la chiesa di San Giorgio, dove il parroco don Giuseppe Pugliese accoglie emozionato i visitatori: «Abbiamo preparato l’altare, recitato la novena in suo onore, celebrando le messe - da quella mattutina delle 6 - soffermandoci sull’importanza del rosario nella vita di don Giustino». Una chiesa, quella di piazza San Giorgio, che è stata la prima dove lui ha celebrato messa, «ma anche dove lui è stato battezzato (c’è ancora la fonte battesimale), ha fatto la prima Comunione e il 20 settembre 1920 è diventato parroco». Suggestiva è anche la casa canonica di fronte, dov’è custodita la stanza del religioso con l’ostensorio usato nell’ultima processione, i suoi paramenti liturgici e la scrivania. Un luogo che è un via vai di fedeli alla vigilia della canonizzazione. «Questo sacerdote ha fatto tanto per Pianura grazie alle vocazioni che ha messo in piedi con tanto amore e sacrificio - dice Rosario Mangiapia - per noi è una fonte di ispirazione per portare avanti i suoi insegnamenti». Arrivando a Villa Simpatia, la casa madre delle Suore Vocazioniste chiamata così dal nome della madre di don Russolillo, si accede alla famosa pagliarella, dove il parroco pregava con i novizi e i bambini difficili che educava andandoli a prendere nei cortili. Un luogo mistico che già ieri ha accolto un folto gruppo di fedeli dagli Stati Uniti, come spiega suor Maria Marfella, che ammette: «Stiamo vivendo una grande gioia e i pellegrini da oggi saranno ancora di più». Il simbolo della fede si rispecchia infine nel Vocazionario di via Torricelli, dove adulti e bambini sono in religioso silenzio davanti alle spoglie di don Giustino che riposano nella cripta. Mentre fuori saltano agli occhi i balconi degli alloggi popolari, in cui ai panni stesi si alternano drappi con l’immagine di San Giustino. 

Ultimo aggiornamento: 15 Maggio, 19:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA