Droga amnesìa venduta ai ragazzi,
316 anni di carcere al clan Contini

Sabato 18 Marzo 2017 di Viviana Lanza

Oltre tre secoli di carcere per i capi del clan Contini e il loro esercito di narcos e capipiazza, spacciatori e sentinelle armate. La sentenza è stata firmata dal giudice Claudia Picciotti a conclusione del processo che si è svolto con il rito abbreviato. Passa la tesi della Procura antimafia (pm Ida Teresi). Associazione finalizzata al traffico di droga con l’aggravante della transnazionalità e armi sono i capi di imputazione. E’ il processo sulla droga importata dall’Olanda, sull’amnesìa venduta a 5 euro perché si può vendere anche ai ragazzi che «ne comprano 3 o 4 e stanno a posto per tutta la giornata», sulla tangente che i narcos devono versare al clan di camorra (le somme oscillano tra 50mila e 35 mila euro al mese), sul sistema delle puntate che, per l’acquisto di grossi carichi di cocaina, hashish e amnesìa, prevede che i manager del clan comprino sulla carta quote dell’impresa che investe nel business.

Il processo si è concluso con la condanna di 28 imputati. Ne vengono fuori 316 anni e sei mesi di reclusione. Fermato il braccio operativo del clan Contini nel settore droga. Il clan è quello che in città ha interessi che spaziano dal narcotraffico alle estorsioni, dalle aziende alla politica. Dal suo quartier generale al Vasto-Arenaccia avrebbe esteso i propri orizzonti grazie a complicità con insospettabili. Il processo che si è concluso ieri riguarda un imponente traffico di droga. La pena più severa - 20 anni di carcere - è stata decisa per personaggi del calibro di ettore Bosti e Vincenzo Tolomelli senior, e per Antonio Aieta, Antonio Cristiano, Antonio Grasso, Antonio Muscerino.

L’elenco prosegue con i 12 anni e sei mesi per Emanuele Grasso, 12 anni per Giuseppe Tolomelli e Gennaro Granieri; 4 anni per Felice Barra e Giuseppe Schisano; 18 anni per Salvatore Botta; 10 anni per Vincenzo Tolomelli (classe ‘87), Salvatore Comitato, Giovanni Esposito, Umberto Falanga, Raffaele Guerriero, Salvatore Mariano, Salvatore Merolla, Paolo Pepillo, Salvatore Percope, Luciano Poggi; 6 anni di carcere per Gennaro Corrado e Rosario Piccirillo; 7 anni per Gennaro Esposito e Francesco Schisano; 3 anni per Mariano Maresca e 9 anni, in continuazione con una precedente sentenza, per Rosario Pelliccio. 

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