Narcos colombiano latitante catturato a Napoli: ex calciatore irreperibile da 17 anni, ha giocato due Mondiali

Martedì 21 Settembre 2021 di Luigi Sabino
Narcos colombiano latitante catturato a Napoli: ex calciatore irreperibile da 17 anni, ha giocato due Mondiali

È finita ieri pomeriggio la latitanza di Antony De Avila Charris, l’ex calciatore della nazionale colombiana di calcio ricercato dal 2004 per traffico di droga. A mettergli le manette ai polsi sono stati i poliziotti del commissariato Vicaria-Mercato che, nel corso di un controllo, lo hanno fermato e identificato.

In realtà la presenza di Charris nel capoluogo partenopeo era stata registrata già alcuni giorni fa quando, da notizie raccolte dagli investigatori, era stato notato in compagnia di due trafficanti napoletani con i quali era stato indagato oltre vent’anni fa. Un incontro che, questa l’opinione delle forze dell’ordine, sarebbe dovuto servire a ricucire la rete di contatti che il colombiano aveva con alcuni narcos internazionali che hanno base operativa in Olanda

Il suo nome, infatti, è compare in un’indagine del 2001 che portò alla disarticolazione di un gruppo criminale che importava ingenti quantitativi di stupefacenti dai Paesi Bassi per poi rivenderli alle organizzazioni criminali del centro storico.

Finito in manette insieme ai suoi complici napoletani, Charris, però, in galera rimase solo un paio di settimane. Scarcerato, fece perdere immediatamente le sue tracce. Solo tre anni dopo, nel 2004, grazie all’acquisizione di nuovi elementi e alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, fu emesso nei suoi confronti un provvedimento cautelare ma ormai era troppo tardi. Il colombiano aveva, verosimilmente, lasciato il paese. Di lui, per i successivi 17 anni, gli investigatori italiani non sanno più nulla. 

Improvvisamente, però, decide di tornare a Napoli. Un ritorno che, per gli investigatori, sarebbe dovuto servire a rimettere in piedi il traffico di droga con i suoi vecchi soci che, nel frattempo, erano stati quasi tutti scarcerati. La scelta di abbandonare l’esilio volontario che lo aveva protetto per tutto questo tempo non si è rivelata, però, una scelta felice. Gli investigatori, infatti, sono riusciti in pochi giorni a ricostruire i suoi movimenti e a mettergli le manette ai polsi. L’uomo, dopo le formalità di rito presso gli uffici del commissariato, dove gli è stato notificata una condanna a 12 anni di reclusione, è stato trasferito in carcere.

Una brutta fine per quello che, tra gli anni ’80 e ’90, era uno dei più promettenti calciatori della Colombia al punto da vantare nella sua carriera la partecipazione a due Mondiali, quello del ’94 negli Usa e quello del ’98 in Francia. Una carriera, quella agonistica, trascorsa sempre, però, in Sudamerica dove el pitufo ossia il il puffo in spagnolo ha giocato anche nel campionato argentino. 

Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 09:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA