Due interventi in contemporanea mai tentati, così il Cardarelli salva nonno Gennaro

Mercoledì 22 Settembre 2021
Due interventi in contemporanea mai tentati, così il Cardarelli salva nonno Gennaro

Un intervento senza precedenti. Tutto da progettare, senza poter contare su linee guida da seguire. L'operazione al Cardarelli di Napoli ha infatti coinvolto tre équipe, che hanno salvato la vita a “nonno Gennaro”, 80 anni, colpito da un tumore al pancreas e alla laringe. Rimasto in sala operatoria per nove ore, il 30 agosto.

Già in estate, l'anziano aveva manifestato sintomi allarmanti: disfonia con insufficienza respiratoria e dolore addominale. Eseguiti gli accertamenti del caso, la diagnosi di carcinoma laringeo avanzato e di una lesione tumorale con l’interessamento del corpo e della coda del pancreas. Immediato il ricovero nella divisione di Chirurgia diretta da Carlo Molino.  Determinante è stato anche il lavoro dell’equipe di anestesisti che ha consentito di realizzare in contemporanea i due interventi con un team multidisciplinare composto da radiologi, chirurghi, otorinolaringoiatri, oncologi, radioterapisti.

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Uno dei problemi più complessi da risolvere è stato quello di asportare il tumore pancreatico per evitare che la malattia avanzasse con un’eventuale metastatizzazione, ma allo stesso tempo intervenire con una laringectomia, tenendo in considerazione l’insufficienza respiratoria. La soluzione? In simultanea la laringectomia totale con svuotamento del collo bilaterale e la splenopancreasectomia laposcopica. Per fare tutto, Carlo Molino è stato assistito dai dottori Benedetto Neola e Dalila Lobue; l’equipe di otorinolaringoiatria diretta da Domenico Napolitano e da Filippo Ricciardiello ha coinvolto i colleghi Giulio Sequino, Pasquale Salomone, Nunzio Accardo e Flavia Oliva, mentre l’equipe di anestesisti diretta da Nino Franciosa ha potuto contare Maria Rosaria Cuomo e Raffaele Di Nola. «Lo studio dei tumori multipli - spiega Ricciardiello - rappresenta una delle più importanti sfide dell’oncologia internazionale. Le persone che vivono dopo una prima diagnosi di tumore sono sempre più numerose e rappresentano oltre il 4% della popolazione italiana. Il rischio di sviluppare un secondo tumore è stimato fra il 10 ed il 20% dei casi nei primi 5 anni dopo il trattamento e questo rischio cresce progressivamente nel tempo». Convinto dell’importanza del lavoro di squadra anche Napolitano: «Il trattamento dei tumori multipli si basa su un corretto approccio multidisciplinare. Solo una perfetta sinergia fra specialisti differenti consente di raggiungere l’obbiettivo. Proprio come è successo qui al Cardarelli di Napoli».

Grazie a questo straordinario intervento, oggi nonno Gennaro è tornato a casa dai suoi sette nipoti. «Avevo molta paura e mi sentivo sfiduciato. Poi mi hanno ascoltato, rincuorato e dato speranza». Il manager del Cardarelli di Napoli,  Giuseppe Longo, sostiene: «Nonostante il Covid, il Cardarelli è sempre rimasto un polo d’eccellenza per l'emergenza-urgenza ma anche per l'alta specialità medica e chirurgica».

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 07:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA