Eav, disagi alla circolazione sulle linee flegree per agitazioni interne

Giovedì 28 Aprile 2022
Eav, disagi alla circolazione sulle linee flegree per agitazioni interne

Nella giornata di oggi sono state proclamate azioni di sciopero per alcune controversie che investono Eav ed i suoi lavoratori. «Una in particolare - fa sapere la direzione strategica dell'Ente autonomo volturno - riguarda i Dco delle linee flegree, ovvero il personale che regola la circolazione dei treni sulla linea ferroviaria in questione». Le agitazioni sono destinate ad incidere sulla regolare circolazione dei treni.

«Eav - fa sapere ancora l'azienda di trasporti - ha provato a riportare la discussione con i lavoratori all'interno dell'azienda, cercando di sensibilizzare la Cgil e la Ugl, che hanno proclamato l'astensione dal lavoro, sui disagi dello sciopero in questo momento per i cittadini. L'esito non è stato quello auspicato da tutti. Purtroppo ci ritroviamo sempre più spesso davanti a rivendicazioni che porterebbero Eav ad avere costi insostenibili. Sempre più ci ritroviamo davanti a lavoratori che, forti della loro posizione, approfittano dei diritti per conquistare privilegi. In particolare, i nostri regolatori della circolazione della linea cumana\flegrea, che oggi hanno proclamato sciopero, da anni godono di un accordo che prevede il pagamento di una somma forfettaria (circa 400 euro al mese) utile a garantire la sostituzione dei dipendenti assenti\mancanti».

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«Fino ad oggi Eav non ha avuto bisogno di ulteriori prestazioni da parte dei lavoratori, ognuno ha fatto il suo turno. Da febbraio invece il pensionamento di una risorsa ha determinato l'applicazione dell'accordo, i lavoratori avrebbero dovuto garantire le prestazioni straordinarie, pagate anticipatamente, con l'indennità prevista dall'accordo sottoscritto dai lavoratori. Purtroppo, approfittando della loro posizione, i nostri regolatori hanno chiesto il pagamento ulteriore della prestazione oltre all'indennità già percepita. Pretendono una prestazione pagata due volte!

Eav ha detto no alla richiesta perché abbiamo il delicato compito di garantire il servizio ad un costo sostenibile per la collettività. Abbiamo detto no perché i diritti non possono diventare privilegi. Il personale, nonostante abbia beneficiato per svariati anni di una indennità aggiuntiva senza aver svolto prestazioni ulteriori, non è riuscito a pazientare il tempo necessario a ripristinare la situazione pre-pensionamento. I lavoratori hanno ritenuto di riversare sugli utenti una discussione che poteva e doveva rimanere nell'ambito delle normali rivendicazioni tra lavoratori ed azienda. Non abbiamo mai fatto mancare il confronto sia con le organizzazioni sindacali che con tutti i nostri interlocutori, ma la nostra disponibilità non deve essere utilizzata per garantire privilegi non sostenibili dalla collettività».

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