Napoli, ecco i giardinieri: pochi, anziani e senza attrezzi

Sabato 1 Agosto 2020 di Paolo Barbuto

Infilarsi nel mondo dei giardinieri comunali di Napoli significa entrare in un luogo quasi abbandonato, abitato da persone anzianotte e senza mezzi, osservato a distanza da un'Amministrazione che non riesce a vedere quel che accade: pochi, malmessi, in bilico sulla pensione; nel giro di un paio d'anni non ce ne saranno più.
E a questo punto molti di voi, lettori, sorriderete pensando ma perché attualmente ci sono? Fanno qualcosa di materialmente visibile?. Avete ragione, gli interventi non risultano facilmente visibili perché il verde di Napoli, dalle aiuole spartitraffico alla villa Comunale è in una situazione imbarazzante, immerso nel degrado e nel disinteresse.

Difficile pure scoprire quanti sono realmente i giardinieri napoletani. Secondo una ricostruzione empirica (siamo pronti ad accogliere i dati ufficiali di Palazzo San Giacomo, se vorrà darcene) attualmente ci sono 53 giardinieri che fanno capo alla sede centrale del Comune più 30 dislocati nelle singole municipalità; ci sono inoltre una quarantina di sorveglianti, persone che hanno il compito di aprire e chiudere i cancelli dei parchi pubblici e di verificare che i cittadini rispettino le regole.
Adesso comprenderete che i numeri non sono eccezionali, se a questi numeri quasi imbarazzanti aggiungete la quasi totale mancanza di attrezzature capirete definitivamente perché il verde napoletano è devastato. Dobbiamo ammettere una nostra personale sconfitta, non siamo riusciti a scoprire quali e quanti sono gli attrezzi in gestione ai giardinieri di Napoli: pare che sia un segreto custodito gelosamente e tramandato da assessori e dirigenti che non lo rivelano nemmeno sotto tortura.
 


Però se volete avere un'idea della gestione delle attrezzature vi raccontiamo qual che succede alla prima municipalità, Chiaia-Posillipo dove sono dislocati tre giardinieri volenterosi ma senza nemmeno un attrezzo. Così due anni fa il presidente municipale, Francesco de Giovanni, andò da una rivendita e comprò di tasca sua due decespugliatori per far lavorare i giardinieri (che realmente hanno voglia di lavorare). Poi qualche settimana fa è successo che uno degli attrezzi s'è rotto, ma siccome non l'aveva comprato il Comune, non l'avrebbe fatto nemmeno riparare, così il presidente municipale ha portato personalmente il decespugliatore dal tecnico e l'ha fatto rimettere a posto a sue spese.
Questo esempio chiarisce più di mille altre parole qual è la drammatica situazione della gestione del verde a Napoli.
A proposito, in questa desolazione brilla solo la task force di stanza al polifunzionale di Soccavo: 13 giardinieri dotati di ogni attrezzo, pronti ad accorrere in caso di emergenza in ogni quartiere della città. Ma la squadretta dei 13 è troppo piccola rispetto alle esigenze di Napoli.

Il presidente della commissione ambiente del consiglio comunale, il Verde Marco Gaudini, ha già convocato l'assessore Felaco e i responsabili del verde per giovedì prossimo in un'audizione che «dovrà fare chiarezza sulla gestione del verde a Napoli».
Anche il sindacalista Cisl Agostino Anselmi tuona contro l'amministrazione: «Ai pochi lavoratori va tutto il nostro ringraziamento, ma occorre una poderosa svolta per riportare decoro al verde martoriato della nostra città. Noi siamo pronti a un confronto con l'Amministrazione sul tema».
Intanto il gruppo social «Gazebo Verde» dopo le dichiarazioni dell'assessore Felaco al Mattino di ieri («Non vedo degrado nel verde della città») ha lanciato una petizione per chiederne le dimissioni.

C'è, infine, una clamorosa svolta nella vicenda della distribuzione dei premi produttività da 300mila euro varati da Palazzo San Giacomo. A partire da quest'anno vengono distribuiti solo sulla base del gradimento dei cittadini. Esiste una pagina dedicata (altuoservizio.comune.napoli.it) dove è possibile esprimere una valutazione su ogni servizio offerto dal Comune, anche su quello dei giardinieri. Solo se i giudizi sono favorevoli viene concesso il premio. Però i giudizi non ci sono perché il voto online, in vigore dallo scorso autunno, non è stato pubblicizzato e nessuno ha espresso valutazioni. Così i giardinieri delle municipalità resteranno a secco.
Non sarà così, invece, per i giardinieri che fanno capo a palazzo San Giacomo. Loro hanno raccolto la bellezza di 12 voti, dieci positivi e due negativi. I voti positivi sono arrivati tutti nello stesso giorno, il 30 dicembre del 2019: per un'incredibile congiunzione di intenti, alla vigilia di San Silvestro dieci napoletani in blocco hanno gradito i servizi della gestione Parchi e Giardini. Strano, vero? Eppure reale e inconfutabile, le votazioni online sono ancora lì.
 

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