Elvira Zibra morta investita a Napoli, l'assassino in aula: «Chiedo perdono»

Le lacrime del pizzaiolo accusato di omicidio colposo

I rilievi sul luogo dell'incidente
I rilievi sul luogo dell'incidente
Leandro Del Gaudiodi Leandro Del Gaudio
Giovedì 22 Febbraio 2024, 07:00 - Ultimo agg. 23 Febbraio, 09:30
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Ha pianto e chiesto perdono. Ha mostrato il proprio contratto di lavoratore per una pizzeria del centro e si è detto disponibile a risarcire il danno. Ha raccontato di vivere da due anni in un incubo, per aver provocato la morte di una giovane donna, una lavoratrice, speronata e travolta mentre era alla guida di una moto in via Caracciolo. Aula 111, Palazzo di Giustizia, tocca a Gianluca Sivo prendere la parola. È imputato di omicidio colposo, in relazione alla morte di Elvira Zibra, la 34enne investita a fine agosto del 2022. Decisiva l'alta velocità, dal momento che il motociclista probabilmente viaggiava intorno ai 70 chilometri orari. Dinanzi al giudice Comella, le ammissioni dell'imputato. Difeso dal penalista napoletano Giuseppe D'Alise, Sivo ha ricordato di aver spedito un telegramma di scuse alla famiglia della donna uccisa, dopo aver inutilmente provato a stabilire contatti con i suoi stretti congiunti. Assistita dall'avvocato Giuseppe Catalano, la madre è costituita parte civile e chiede giustizia per la morte della giovane donna. Elvira era una lavoratrice, che ogni notte era impiegata presso gli chalet di Mergellina come cameriera. Una vita all'insegna dei sacrifici e della devozione verso la madre, per altro afflitta dalla morte qualche mese prima del figlio, travolto a Pianura mentre tornava da lavoro in sella a una bici, per mano di un pirata della strada. Un destino drammatico, con due figli uccisi in circostanze simili. Ora si sta celebrando il processo a carico del motociclista di Mergellina, che ieri mattina ha provato a ricostruire la dinamica. «Ero in sella a una moto non mia. Mi sono fermato al semaforo, poi sono ripartito, la moto è impennata, la ruota davanti è tornata sul manto stradale, ho fatto di tutto per evitare quella ragazza».

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Ora la parola passa al pm Lari riavvolgere il nastro e circoscrivere il perimetro delle responsabilità del centauro.

Imperizia e indifferenza delle regole sono alla base di una buona parte di incidenti stradali avvenuti a Napoli. Non è un caso che negli ultimi due anni sono decine i cittadini che hanno perso la vita mentre attraversavano la strada. Quanto basta a tenere aperto il dibattito su nuovi limiti di velocità, ma anche su dossi e dissuasori sulle grande linee stradali. 

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