Emergenza babygang al Vomero: «Mio figlio Salvatore aggredito alle spalle»

di Ferdinando Bocchetti

«Ho sempre detto ai miei figli che avrebbero dovuto lasciare Napoli e quello che è accaduto l'altra sera rafforza il mio convincimento». Sono le parole di Antima Santagata, docente dell'istituto alberghiero di Scampia e madre di Salvatore, 21 anni, uno dei ragazzi vittime del brutale pestaggio di sabato notte in vico Carrozzieri. Il suo è il racconto di una donna abituata a lavorare in contesti sociali difficili, ma che ancora stenta a credere a quello che accaduto al figlio e ai suoi amici. «Salvatore era in compagnia della fidanzata e di altri ragazzi - spiega la signora Antima - Tutti giovani universitari, senza grilli per la testa, rispettosi delle leggi e delle istituzioni. Erano da poco passate le 23 di sabato quando ho ricevuto una telefonata da mio figlio. Mi ha detto di stare calma, di non preoccuparmi, ma che doveva informarmi di quel che gli era appena successo». È drammatica la ricostruzione del pestaggio. «Erano in quindici, forse venti - racconta la donna - Tutti ragazzini tra i 14 e i 18 anni. Tutto è iniziato quando uno dei componenti del branco ha infastidito un amico di mio figlio. Hanno cercato di provocarlo togliendogli il cappello che indossava. Lo hanno deriso e preso in giro. La comitiva, di cui faceva parte anche mio figlio, non ha reagito. I ragazzi sono andati avanti per la loro strada, quando qualcuno ha colpito Salvatore con un calcio alle spalle. Era ancora a terra, frastornato, quando si sono avventati su di lui anche gli altri componenti della baby gang: lo hanno tempestato di calci e pugni e non si sono fermati nemmeno davanti a una ragazza, un'amica di mio figlio, che si è posta davanti al suo corpo nel tentativo di difenderlo».
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Martedì 4 Giugno 2019, 12:00
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