Emergenza rifiuti a Napoli, Scampia assediata: la rivolta degli ambulanti

Sabato 11 Gennaio 2020 di Daniela De Crescenzo

Ieri la rivolta si è spostata a Scampia. Nei giorni scorsi le proteste erano andate in scena a Pianura, a Ponticelli, nei Quartieri Spagnoli: l'Asìa (la società partecipata del Comune incaricata della raccolta dei rifiuti) aveva placato l'agitazione facendo sparire i rifiuti che avevano provocato il malcontento, ma i cassonetti avevano continuato a riempirsi in altre zone della città. E così ieri mattina gli ambulanti che gestiscono le bancarelle del mercato all'aperto che si trova proprio davanti alle Vele, trovando la strada ingombra di sacchetti, li hanno trascinati al centro della carreggiata creando le solite barricate. Poi sono intervenuti gli abitanti delle Vele ed è stato il caos, come ampiamente testimoniato dai video pubblicati in internet: c'è stato chi protestava trascinando i rifiuti e chi protestava contro i manifestanti, fino a quando sono intervenuti i mezzi Asìa per rimuovere l'immondizia sparsa ovunque.

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Problemi si segnalano ancora a Ponticelli: i cittadini infuriati hanno realizzato un vero e proprio reportage fotografico da via Fausto Coppi. E anche a Pianura fino al pomeriggio i rifiuti restavano a terra. Eppure, secondo i vertici di Asìa, la situazione sta migliorando anche perché ieri sono arrivati i quattro grandi mezzi presi a nolo per svuotare i cassonetti e lunedì ne arriveranno altri due. Sapna, la società della Città Metropolitana incaricata dello smaltimento, dal canto suo, ha annunciato la prossima partenza di una nave e di due treni che porteranno all'estero i rifiuti finora rimasti stipati nei tritovagliatori.
 

 

Sono ultimati, invece, i conferimenti di materiali indifferenziati al termovalorizzatore di Acerra: a inizio settimana la Regione aveva autorizzato l'Asìa a sversare seicento tonnellate in tre giorni per saltare le code ai tritovagliatori (tappa obbligata se si vuole separare la frazione umida da quella secca) ed eliminare così le giacenze.

Lo stop ai trasferimenti non ha, però, placato le polemiche. Nuove verifiche sul funzionamento dell'impianto sono state ordinate ieri dal ministro Sergio Costa, ma i carabinieri del Noe e l'Arpac che sono intervenuti non hanno rilevato irregolarità. Anche il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli, ha svolto un sopralluogo sottolineando al termine: «Premetto che siamo contro gli inceneritori e le politiche di incenerimento, ma dobbiamo anche far sapere in tutta onestà che non abbiamo rilevato nulla di anomalo nel termovalorizzatore: abbiamo controllato i dati delle centraline piazzate sui camini. Non c'erano i tanto temuti rifiuti pericolosi e le centraline dei camini riportavano dati del tutto conformi alla legge e per nulla preoccupanti».

Sulla vicenda è intervenuta anche Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania che sostiene: «Quella di Napoli è semplicemente una situazione indecorosa che mette a rischio anni di sforzi di tanti cittadini e comuni virtuosi che fanno una raccolta differenziata di qualità. E per evitare di sporcare l'immagine e soprattutto per scongiurare una crisi sanitaria i rifiuti tal quale si mandano all'inceneritore senza nemmeno informare i cittadini ricicloni di Acerra che vivono in territorio già martoriato. Se questa scorciatoia diventasse la via d'uscita principale sarebbe un passo indietro di decenni a danno del valore che oggi la raccolta differenziata ha assunto in gran parte del territorio campano».
 


Presto, però, bisognerà fare i conti con un nuovo problema: la terza linea del termovalorizzatore si fermerà dal 14 febbraio al 5 marzo, per un intervento di manutenzione programmato. E quindi i tritovagliatori che si stanno faticosamente svuotando, torneranno a riempirsi della frazione secca che non sarà possibile bruciare ad Acerra.

Una buona notizia arriva, invece, da Caivano: la Regione ha svuotato l'area Asi dalle balle che erano state accumulate a settembre durante il periodo di stop del termovalorizzatore.

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