Esercito in arrivo a Napoli per far zittire le pistole della camorra, rinforzi per un massimo di 400 soldati

Esercito in arrivo a Napoli per far zittire le pistole della camorra, rinforzi per un massimo di 400 soldati
di Ebe Pierini
Martedì 9 Febbraio 2016, 09:31 - Ultimo agg. 11:47
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L'Esercito per far zittire le pistole della camorra. Sei omicidi nell'area metropolitana di Napoli dall'inizio dell'anno rappresentano un dato davvero preoccupante. Per questo il Ministro dell'Interno Angelino Alfano ha annunciato l'intenzione di inviare altri soldati a Napoli. Non una militarizzazione della città ma un modo per consentire alle altre forze dell'ordine di concentrarsi sull'attività investigativa. Sono circa 6.200 i militari impegnati nell'operazione «Strade sicure» in Italia e chiamati a garantire la sicurezza di obiettivi sensibili nelle più grandi città italiane. Basti pensare ai 2.300 che vegliano su Roma.

In Campania sono oltre 700 i soldati impiegati e dislocati nelle due province di Napoli e Caserta, 200 dei quali inviati nella terra dei fuochi, su una superficie di 40 km quadri che raggruppa 88 Comuni. Ad oggi non si conoscono numeri e tempi di un consolidamento della presenza dei militari a Napoli. Qualora il ministero degli Interni decidesse di chiedere il concorso dell'Esercito dovrà essere coinvolto il Ministero della Difesa. Sarà poi il Coi, il Coordinamento Operativo di Vertice Interforze di Roma a stabilire quali reparti dell'Esercito inviare. Soldati che poi potranno essere utilizzati sulla base delle necessità e delle richieste avanzate dalle Prefetture. I militari rivestono il ruolo di agenti di pubblica sicurezza e possono procedere al fermo e all'identificazione delle persone. In caso di reato però, per provvedere all'arresto, intervengono Carabinieri e Polizia. Dal 2008, quando l'operazione «Strade sicure» ebbe inizio, ad oggi, nella sola città di Napoli i soldati hanno sottoposto a controlli ben 450mila persone. Ma quanti uomini l'Esercito può ancora dislocare su Napoli?

Oggi l'Esercito italiano è composto da 100mila tra uomini e donne e da 9 brigate operative. Ben 9.500 sono i soldati impegnati in missioni in Italia e fuori dai confini nazionali. A questo si aggiunga che la disponibilità delle unità si riduce in quanto per ogni soldato che si trova in missione, in Italia o all'estero, ce n'è uno che è rientrato da quello stesso luogo e che non può essere impiegato nell'immediato e ce n'è un altro che è in fase di approntamento per sostituire quello attualmente impiegato. Insomma vanno moltiplicati almeno per 3 i numeri dei soldati in operazione. Questo riduce sensibilmente il bacino al quale attingere. Attualmente i nostri militari sono già impegnati in Afghanistan, Libano, Kosovo e Iraq solo per citare i contingenti più numerosi. Il ministro della Difesa ha annunciato l'invio di ulteriori 130 soldati ad Erbil. In primavera altri 450 saranno impegnati a protezione della diga di Mosul. Rimane poi l'incognita della Libia. Qualora dovesse effettivamente partire la missione militare i militari italiani saranno presenti anche su quel fronte. Quindi le risorse e le disponibilità si riducono ma l'Esercito, ad oggi, ha le potenzialità per garantire un piccolo «contingente» da impiegare su Napoli. Potrebbero essere inviati nel capoluogo campano altri 300 o 400 militari. Ma si tratta di decisioni che spettano ai politici. Ai soldati il compito di scendere in campo o lungo le strade di Napoli.