Estorsioni a Quarto, dieci anni
​al boss che minacciò il pm in aula

Sabato 7 Novembre 2020 di Ferdinando Bocchetti

Dieci anni e sei mesi di reclusione per Gianluca Troise, elemento di spicco del clan Orlando-Nuvoletta-Polverino. L'uomo era stato arrestato due anni fa con l'accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un commerciante di Quarto.


IL GESTO
La sentenza è stata pronunciata ieri dai giudici della nona sezione del tribunale di Napoli. In aula, nel corso di una delle numerose udienze del processo, Troise mimò il gesto del taglio della gola nei confronti del pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli Maria Di Mauro, titolare dell'indagine che portò all'arresto del 43 enne e di un altro uomo, suo complice, già condannato da diverso tempo con il rito abbreviato.

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Troise è un personaggio molto noto alle cronache giudiziarie. Appena due giorni prima della sentenza era stato raggiunto (in carcere) da un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare: l'uomo è coinvolto, infatti, nel pestaggio di un cittadino albanese avvenuto, nel febbraio del 2018, in una palestra di via Ranucci a Marano. Per quei fatti Troise deve rispondere - assieme ad altri cinque indagati ritenuti contigui alle fazioni malavitose del territorio - di violenza privata e lesioni aggravate dal metodo mafioso.


APPARTENENZA
Il passato di Gianluca Troise, uno dei componenti del cosiddetto gruppo di «For o Truglio» (zona di Marano sotto la sfera di influenza dei Polverino), è ricco di ulteriori ombre. Qualche anno fa fu accusato di aver assassinato un uomo, Luigi Felaco, meglio noto come «Ginetto Nazzaro», figlio di un defunto affiliato al clan Nuvoletta. Felaco fu braccato all'interno di un caseificio di Calvizzano e finito con alcuni colpi di arma da fuoco. Il killer fece irruzione nell'esercizio commerciale con il volto coperto dal casco. Per quel delitto, Troise rimediò in primo grado una condanna all'ergastolo e all'isolamento diurno, ma fu poi assolto nel processo d' appello. Dal carcere era uscito nel marzo del 2017 ed era ritornato, quasi subito, a frequentare le vecchie amicizie di un tempo. Fu arrestato nuovamente, nell'ambito di un'operazione coordinata dai magistrati della Dda di Napoli, un anno e mezzo fa. Era il 19 gennaio del 2019 quando il 43 enne si recò in caserma, a Marano, per assolvere al quotidiano obbligo di firma.


In quell'occasione, però, i militari dell'Arma di via Nuvoletta lo trattennero e gli notificarono l'ordinanza di custodia cautelare per i fatti di Quarto. Negli ultimi anni aveva stretto, come tanti altri esponenti del gruppo dei Polverino di «For o Truglio», solidi rapporti con gli affiliati e referenti del clan Orlando. Secondo gli inquirenti, i vari gruppi criminali egemoni sul territorio di Marano, Calvizzano e Quarto (Orlando, Polverino e Nuvoletta) sarebbero da qualche tempo federati in un unico sodalizio.

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