Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Whirlpool Napoli Est, il consorzio: «Verso l’ok al nuovo polo»

Sabato 6 Agosto 2022 di Valerio Iuliano
Whirlpool Napoli Est, il consorzio: «Verso l’ok al nuovo polo»

La vertenza è arrivata a un bivio. Entro poche settimane si saprà se dal progetto di reindustrializzazione del sito di via Argine nascerà un nuovo insediamento produttivo oppure se tutti i sogni degli operai ex Whirlpool si tramuteranno in un incubo. Dal glorioso stabilimento di lavatrici sono state rimosse anche le vecchie insegne Whirlpool ed ora i 312 metalmeccanici devono sperare in un esito positivo del piano di riconversione del sito annunciato un anno fa. «Il progetto va avanti e il dialogo è aperto anche sulla cessione dello stabilimento. Fino al mio ultimo giorno al Mise, mi occuperò di quella vertenza per raggiungere l’obiettivo», spiega la viceministra Alessandra Todde. Dall’ultimo incontro tra l’allora prefetto Valentini, la Regione Campania, il Ministero dello Sviluppo Economico e le sigle sindacali sono scaturiti alcuni punti fermi.

Il primo è legato all’agibilità del sito, una questione a lungo dibattuta. Nel giro di tre settimane arriverà il parere definitivo del Ministero della Transizione ecologica. «Persistono - secondo il segretario della Fim Cisl di Napoli Biagio Trapani - le questioni relative alla certificazione ambientale del sito, ma, a detta del Prefetto e delle istituzioni presenti al tavolo, non risultano esserci elementi ostativi, tant’è che entro il 25 agosto potremmo ricevere il via libera per la cessione». Per le sigle sindacali i problemi burocratici sono sul punto di essere superati. Per i primi giorni di settembre si ipotizza un incontro con il potenziale investitore, ovvero il Consorzio o la capofila Adler. «Parallelamente sono partite ad opera della Regione - spiega il segretario regionale Uilm Antonello Accurso - le attività propedeutiche alla formazione del personale. Non riusciamo ad accettare la possibilità che venga in pratica dichiarato inagibile uno stabile in cui per decenni si è prodotto senza impedimenti». Il sito di via Argine è stato ormai svuotato dalla multinazionale ed è pronto per nuove attività produttive. Dopo l’eventuale parere positivo del Ministero della transizione sull’agibilità, si aprirà poi la strada ad un accordo tra gli acquirenti - presumibilmente il consorzio - e la multinazionale statunitense, a distanza di un anno dalla presentazione dello stesso consorzio. Ancora tutto da vedere, ma il percorso è iniziato.

Video

Il secondo punto in discussione al tavolo tra istituzioni e sindacati riguarda proprio la reindustrializzazione. «Il Consorzio, attraverso la sua capofila Adler - spiega Rosario Rappa, responsabile per il Mezzogiorno della Fiom-Cgil - ha confermato il piano industriale, che andrà integrato, e l’interesse all’acquisizione dello stabilimento e di tutti i lavoratori. Ed è stato confermato l’impegno, per noi prioritario, che tutti i soggetti coinvolti lavoreranno ad un accordo unico che contenga il percorso ed il trattamento dei lavoratori come premessa per la consegna del sito». Le sigle sindacali ribadiscono l’urgenza della discussione sul piano industriale per l’hub della mobilità sostenibile. Non c’è più tempo a disposizione per i 312 operai che attendono di essere riassorbiti. Il termine di scadenza degli ammortizzatori sociali per i lavoratori si avvicina e perciò il progetto dovrà tramutarsi al più presto in una realtà tangibile. «La Naspi - sottolinea Biagio Trapani - ci ha aiutato a gestire una fase complicata. Riteniamo che si siano create le condizioni per dare vita ad un progetto di cui si è parlato tanto, senza realizzare nulla». I lavoratori sono cauti sull’esito della reindustrializzazione. «Fino a quando non avremo un accordo scritto - spiega Vincenzo Accurso - non saremo soddisfatti. Il 5 agosto di un anno fa il viceministro Todde disse che c’era un piano industriale pronto, ma dopo un anno non vediamo ancora nulla di concreto. Oggi vogliamo certezze e non più promesse. Per ora sono solo intenzioni, magari buone, ma non ci sono risultati».

Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA