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Faida di camorra a Ponticelli, il quartiere in piazza con Manfredi: «Le marce non servono, ora dateci più agenti»

Venerdì 29 Luglio 2022 di Valerio Esca
Faida di camorra a Ponticelli, il quartiere in piazza con Manfredi: «Le marce non servono, ora dateci più agenti»

«È finito il tempo delle marce, dateci risposte». Il grido d'allarme di Ponticelli arriva dall'assemblea pubblica che si è tenuta ieri presso la casa del Popolo e alla quale ha preso parte il sindaco. Un'assemblea molto partecipata. La rabbia, la delusione, le aspettative di un quartiere messe a nudo, dopo gli ultimi episodi di camorra, un morto innocente e sette bombe fatte esplodere nell'ultimo anno. Ma l'ex rettore riaccende lo scontro con la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese: «Ho chiesto al ministro più agenti. Ci hanno inviato 70 poliziotti per il periodo estivo. Sono troppo pochi. E l'ho ribadito alla ministra e al prefetto. Noi dobbiamo lavorare insieme per ottenere i risultati. Non mi dite che se non c'è polizia la responsabilità è mia. La ministra è amica mia e si è anche incazzata perché ho detto che ci ha mandato pochi uomini». I cittadini di Ponticelli rilanciano: «Lamorgese venga qui».

«Ridateci il presente, non il futuro» grida Antonio Martinelli al sindaco. Qualcuno storce il naso: «Sono qui perché si avvicina il giorno delle elezioni, il 25 settembre». Le associazioni chiedono di «poter programmare insieme azioni concrete e sostenibili per lo sviluppo della città e della sesta Municipalità». «Tutto questo tra di noi lo stiamo già facendo - sottolinea Debora Divertito -. Ma non basta, manca l'altra gamba, quella dell'amministrazione comunale, per questo chiediamo di sedersi al nostro tavolo per affrontare insieme una sfida che, inevitabilmente, ci vedrà vincere insieme o soccombere alla violenza. Un tavolo per discutere di misure concrete che non necessitano di investimenti economici ma che rendano agevole e sostenibile l'azione degli operatori del terzo settore». Libera Ponticelli chiede come mai «nessuno del Comune si sia fatto vedere al funerale di Antimo Imperatore (l'operaio ucciso durante un agguato di camorra pochi giorni fa)». «Chi si occuperà della famiglia dell'ennesima vittima innocente?» ribadisce la militante. Aldo Cennamo ricorda invece come Ponticelli cacciò i fascisti: «Dobbiamo fare lo stesso con i camorristi». Poi un battibecco di una cittadina con Mancuso, per la sporcizia che c'è nelle strade del quartiere, mentre altri chiedono più vigili urbani.

Manfredi sigla il suo patto con i cittadini: «Ci vediamo tra due mesi, facciamo un'agenda delle priorità e vediamo che cosa si deve fare affrontando i problemi. Non facciamo marce ma più fatti». «I cittadini non si devono sentire soli - rimarca Manfredi -. C'è la massima attenzione su questo quartiere e quest'area della città, il Comune è molto attento, io lo sono. L'area Est di Napoli è una delle scommesse della mia amministrazione. Poi sollecito, ma sto trovando riscontri importanti, le altre istituzioni, prefetture, forze dell'ordine, magistratura, posso confermare che c'è grande attenzione». «C'è la necessità di intensificare le azioni di controllo del territorio, queste verranno fatte nei prossimi giorni con un impegno straordinario da parte di polizia e guardia di finanza» aggiunge Manfredi. Il Comune - ricorda l'ex rettore - ha messo in campo «una serie di investimenti importanti su Ponticelli, opere pubbliche, infrastrutture, e faremo un Tavolo specifico per focalizzare le azioni su decoro urbano, igiene urbana, trasporti». Sul presunto interesse elettorale, chiaramente non di Manfredi che ha già dichiarato di non essere interessato a candidature, il sindaco smorza con una battuta: «Noi dobbiamo pensare ad amministrare la città, non ci possiamo fermare, qua le elezioni sono abbastanza frequenti».

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Al tavolo con il sindaco anche l'assessore comunale alla Sicurezza Antonio De Iesu, il senatore Sandro Ruotolo, il segretario provinciale del Pd Marco Sarracino. In platea gli assessori comunali al Verde, Paolo Mancuso (presidente del Pd), al Turismo Teresa Armato, la consigliera regionale Bruna Fiola, che è poi intervenuta, e il presidente della Municipalità Sandro Fucito. Il segretario Sarracino incalza: «Le passerelle le faceva qualcun altro. Noi vogliamo ribadire ancora una volta, che quello che sta accadendo a Napoli e nella nostra città metropolitana, è ormai una questione di carattere nazionale». Ruotolo ribadisce come «Napoli deve diventare una questione nazionale. Se fosse venuta tutta via Virginia Wolf (luogo dove è stata fatta esplodere una delle ultime due bombe) avremmo già vinto». All'assemblea, nonostante la grande partecipazione, di residenti di via Virginia Wolf ne erano presenti soltanto quattro. 

Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 09:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA