CORONAVIRUS

Campania, stretta sul ritorno a scuola: «Bisogna vaccinare tutti i bambini»

Giovedì 28 Maggio 2020 di Ettore Mautone

I bambini, il ritorno a scuola, la prevenzione e le vaccinazioni: in vista del prossimo anno scolastico la Regione affila le armi e comincia dai pediatri un confronto con la comunità scientifica per definire strategie di ripresa in sicurezza. Il primo incontro ieri a Palazzo Santa Lucia per tracciare il percorso delle decisioni che saranno prese a garanzia della salute degli alunni e di insegnanti e famiglie. Attorno al tavolo il presidente Vincenzo De Luca, Enrico Coscioni, suo consigliere per la Salute, Antonio D’Avino vicepresidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Giannamaria Vallefuoco segretario regionale Fimp, Antonio Marciano, consigliere regionale del Pd, Paolo Siani deputato e primario di pediatria del Santobono (che ha partecipato in videoconferenza), l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Lucia Fortini e la Direzione regionale Salute.  

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«Abbiamo trovato massima disponibilità del presidente De Luca a programmare la riapertura delle scuole in sicurezza e con l’organizzazione delle classi - avverte Antonio D’Avino - nell’immediato abbiamo ottenuto che la vaccinazione antinfluenzale diventi fortemente raccomandata per i bambini sani e a rischio dai 6 mesi ai 6 anni e anche per i bambini a rischio dai 6 ai 14. Fugati i nostri timori sull’approvvigionamento visto che la Regione ha già stimato un aumento di acquisto delle dosi. La novità è che la vaccinazione antinfluenzale è ora fortemente raccomandata anche per tutti gli operatori sanitari. Inoltre - conclude D’Avino - abbiamo definito la possibilità per i pediatri di poter prescrivere i tamponi e avere la risposta tramite la piattaforma regionale Sinfonia in tempi rapidissimi. Abbiamo infine chiesto di aprire un tavolo di concertazione con l’assessore all’Istruzione Lucia Fortini per concordare procedure per la riapertura delle scuole in sicurezza a settembre». In attesa della definizione di linee guida nazionali parte dunque una campagna di vaccinazione antinfluenzale per la popolazione scolastica che dovrà essere la più estesa possibile con la facoltà, attribuita ai pediatri, di prescrivere in autonomia i tamponi. Si procede intanto, con gli uffici regionali, alla definizione del fabbisogno di aule e spazi. La Regione si impegna a garantire a pediatri e scuole (e dunque alle famiglie) i dispositivi di protezione. 

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«Abbiamo voluto questo primo incontro - ha dichiarato De Luca - per avviare subito un confronto diretto con i medici pediatri, per ascoltare le loro proposte, e per prepararci alla ripresa del prossimo anno scolastico che già oggi presenta diverse criticità che vanno affrontate subito. Occorre essere già pronti su più fronti, dalle vaccinazioni alla definizione di un piano sanitario mirato per la scuola e tutte le sue componenti». L’obiettivo da perseguire è una relazione più stretta tra Regione e Direzione scolastica regionale per mappare tali spazi e riorganizzare quelli certamente disponibili ferma restando l’incognita degli insegnanti che a quel punto diventerebbero insufficienti. 
 


Sullo sfondo restano le considerazioni di ordine scientifico che vedono in bambini e adolescenti una fascia di popolazione meno colpita. «I giovani, in particolare i bambini - avverte Luigi Greco, decano della pediatria in Campania - sono risparmiati dal Coronavirus in quanto non hanno gli Ace recettori la cui espressione cresce con l’età. Il discorso cambia se si pensa che possano essere un vettore per adulti ed anziani». I dati dell’Istituto superiore di Sanità confermano che il 70% di giovani in età scolastica (da 2 a 19 anni) sono asintomatici, il 20% si ammala in maniera lieve e solo il 10% in maniera severa. Quasi nessuno in maniera critica. Nella comunità scientifica il dibattito è aperto. Da uno studio commissionato dal Land del Baden in Germania, uno dei più colpiti, condotto dall’Università di Heidelberg nei bambini tra 0 e 10 anni, è emerso che in questa fascia di età non sono portatori né diffusori del Covid e pertanto hanno riaperto nidi e asili ed elementari. Cautela da parte di Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di Pediatria preventiva (Sipps), commentando uno studio simile apparso su Jama rivista Usa. «Attualmente - sottolinea - non è possibile dire che i bambini siano meno contagiosi, non sappiamo ancora abbastanza. Anzi, i bambini si contagiano e sviluppano la malattia, generalmente (ma non sempre) in maniera meno grave».
 

Ultimo aggiornamento: 12:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA