Fca, addio Panda a Pomigliano
Marchionne: «Ritornerà l'Alfa»

Mercoledì 8 Marzo 2017
Ginevra. Forse è un caso, più probabilmente attendeva l'occasione per farlo. Sergio Marchionne, commentando il passaggio di Opel dagli americani ai francesi e delle possibili sinergie fra la casa di Russelsheim e Psa, torna a parlare del network industriale di Fca in Europa. Un'organizzazione che negli ultimi anni è stata profondamente ristrutturata e che ha portato ad una ripresa della produzione e dell'occupazione con un'oggettiva crescita anche tecnologica. Il top manager ha per la prima volta spiegato che la Fiat Panda, per la seconda volta nella sua vita, emigrerà lasciando lo stabilimento di Pomigliano a modelli di più elevato valore e fatturato. Nonostante sotto la guida dell'attuale ad gli stabilimenti italiani siano tornati a livelli di produttività adeguati con il rientro di molti dipendenti dalla cassa integrazione, l'annuncio è bastato per scatenare numerose reazioni e anche qualche polemica fra i sindacati. Le sigle che hanno appoggiato il piano di rilancio hanno accolto con favore il nuovo cambiamento; gli altri l'hanno visto come un disimpegno verso il nostro paese chiedendo garanzie. In realtà più che un rischio dovrebbe essere un'opportunità poiché Melfi, Grugliasco e Cassino profondamente ristrutturate viaggiano verso la piena capacità con grandi soddisfazioni dal punto di vista della qualità. Marchionne ha spiegato che non emigrerà certo l'attuale modello che va ancora bene, ma l'erede, la futura generazione, attesa per il 2019-2020 quando il ceo avrà lasciato l'incarico.

L'ad di Fiat Chrysler non ha spiegato dove andrà Panda, ma appare scontato che tornerà a Tychy in Polonia dove tanto successo ebbe la generazione precedente e dove viene prodotta la 500 con cui si potrebbero fare sinergie. Vengono già prodotte all'estero, oltre alla 500, la Lancia Ypsilon (sempre in Polonia), la 500L (in Serbia) e la famiglia Tipo (in Turchia). L'Italia diventerà così la tana dei marchi premium, quelli che generano più fatturato e consentono esportazioni verso altri continenti. Il Piemonte sarà sempre più il polo del lusso e a Mirafiori, oltre alla Maserati Levante, verranno probabilmente prodotti la futura ammiraglia Alfa e un Suv più grande dello Stelvio. Restano altri quattro modelli Alfa Romeo da allocare entro il 2020 fra cui l'erede della Giulietta e un Suv più compatto dello Stelvio, veicoli che potrebbero nascere proprio a Pomigliano riportando il Biscione nella fabbrica costruita per produrre l'Alfasud quando il brand milanese non faceva ancora parte del gruppo Fiat. «Chiediamo a Marchionne di conoscere il piano industriale e garanzie occupazionali e di riconversione dell'attività produttiva per lo stabilimento di Pomigliano». È stata una delle prime reazioni politiche alle parole di Marchionne.
 
 


È quella di Francesco Laforgia, capogruppo di Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista a Montecitorio. «Confidiamo che lo stabilimento abbia una prospettiva - conclude - e che siano coinvolte le parti sociali nell'individuare il destino dell'attivita' in modo da colmare le tensioni che l'annuncio dello spostamento della produzione della Panda, ha creato».Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta così l'annuncio dell'ad di Fca, Sergio Marchionne, circa il trasferimento all'estero della produzione della Panda. «È evidente - ha aggiunto a margine di un convegno alla Camera - che l'accordo tra Opel e Psa cambia gli scenari e il quadro di riferimento, sarebbe utile capire le strategie». Entusiastica reazione del segretario nazionale della Fim Cisl che ha immediatamente dettato: «Le dichiarazioni dell'Ad di Fca sulla possibilità che a Pomigliano vengano assegnate vetture di fascia superiore, sono una conferma positiva». © RIPRODUZIONE RISERVATA