La festa in piazza della camorra, l'ira del presidente dell'Antimafia: «Inaccettabile»

Domenica 3 Novembre 2019

«Camorra e neomelodici. Quello tra certe espressioni canore e camorra è un rapporto spesso perverso, in cui si consolidano nel tempo coaguli di ambiguità che vanno sciolti. Quanto avvenuto a Pozzuoli, come riportato da Il Mattino, dimostra quanto si debba far attenzione ai tentativi di costruire una cultura popolare usa ad accettare la prevalenza dei simboli della criminalità organizzata di stampo mafioso sullo Stato». Lo scrive su Facebook il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, postando l'articolo sulla festa di piazza a Pozzuoli, con tanto di fuochi d'artificio e cantanti neomelodici, per salutare il ritorno nel quartiere di due affiliati ai clan Longobardi e Beneduce, scarcerati dopo una lunga prigionia.

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«Concerti in piazza con dediche a detenuti e inni a miti della Camorra, fuochi d'artificio, per festeggiare la fine della detenzione di galeotti ritenuti organici ai clan di Camorra, con relativa occupazione di suolo pubblico, il tutto senza autorizzazione alcuna, questo avveniva a Pozzuoli pochi giorni fa: ce lo possiamo permettere senza battere ciglio? Lo Stato può ammettere che tutto avvenga senza rilascio di alcuna preventiva autorizzazione? - chiede Morra - Che sia chiaro: le domande precedenti son evidentemente retoriche, perché lo Stato ha il dovere/diritto di consentire o meno prima, e non di intervenire dopo a sanzionare l'affronto subito riconoscendo mestamente la sua impotenza...».

Ultimo aggiornamento: 20:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA