Festini gay: no del giovane
all’interrogatorio in Curia

Domenica 18 Giugno 2017 di Maria Chiara Aulisio

Niente parroco dallo scorso febbraio quando il cardinale Crescenzio Sepe, in seguito alla scoperta di un dossier anonimo su preti e presunti festini gay, aveva temporaneamente sospeso il parroco della chiesa di Santa Maria degli Angeli in attesa che i giudici del Tribunale ecclesiastico facessero chiarezza su una vicenda dai contorni molto poco chiari. Intanto, il giovane Paolo, grande accusatore del sacerdote di Monte di Dio, per due volte si è rifiutato, come è nel suo diritto, di rispondere alle domande di monsignor Erasmo Napolitano, presidente del tribunale di Donnaregina. Il ragazzo, già ascoltato dai militari della Guardia di finanza della sezione di polizia giudiziaria della Procura, guidata dal colonnello Luigi Del Vecchio, non era infatti obbligato a dare spiegazioni ai giudici curiali. Da Donnaregina a Pizzofalcone. Aspettando il nuovo parroco, a sostituire il sacerdote, così come da prassi, fu chiamato il decano di zona, don Giuseppe Carmelo, parroco al Pallonetto.

A distanza di quattro mesi padre Giuseppe è ancora lì, a svolgere funzioni di supplente con la collaborazione di un altro sacerdote, Michele Autuoro, direttore dell’Ufficio missionario tra le chiese, ed ex parroco di Santa Maria della Mercede a Chiaia. Un giovane prete al quale i parrocchiani sono molto affezionati e che sta cercando di gestire al meglio le attività ecclesiastiche della chiesa di Monte di Dio. A cominciare dalle prime comunioni che si sono svolte in due turni, l’ultimo il 5 giugno sotto la guida di don Giuseppe e padre Michele: «Offro il mio aiuto soprattutto la domenica - dice - al resto pensa padre Carmelo che sta ufficialmente sostituendo il parroco. In ogni caso cerchiamo di fare del nostro meglio». Ed è vero: entrambi i sacerdoti dallo scorso mese di febbraio si stanno dando un gran da fare per cercare di fare sentire il meno possibile ai fedeli la mancanza del parroco, punto di riferimento indiscusso per quanti abitualmente frequentano la chiesa del quartiere. È di ieri infatti la manifestazione del Corpus Domini che da San Carlo alle Mortelle si è conclusa, da un’idea di padre Giuseppe, proprio a Santa Maria degli Angeli per lanciare un segnale di vicinanza ai fedeli. «Sono entrambi molto bravi e si capisce che ce la stanno mettendo tutta per fare andare le cose nel migliore dei modi - spiega la titolare del bar in via Egiziaca a Pizzofalcone - ma qui ci vuole il parroco altrimenti in chiesa tra un poco non ci viene più nessuno». In effetti, a parte l’ordinaria amministrazione fatta soprattutto di sacramenti, la chiesa di Santa Maria degli Angeli da quando è stata travolta dallo scandalo sui presunti incontri omosessuali, è sempre meno frequentata. Poca gente a messa, porte molto spesso sbarrate e attività ridotte al lumicino nonostante l’impegno e l’assoluta buona volontà dei due sacerdoti che, benché armati di tanta voglia di lavorare e grande spirito di sacrificio, hanno altri impegni a cui non sempre possono venire meno. Don Giuseppe Carmelo, parroco nella chiesa di Santa Lucia a Mare, a due passi da piazza del Plebiscito, è uno di quei sacerdoti che fanno sul serio e soprattutto hanno a cuore la vita, e non solo quella spirituale, dei propri parrocchiani.

Non solo, perché il prete ricopre anche il ruolo di decano, una sorta di coordinatore per tutte le chiese che insistono nella sua zona, il terzo decanato, ragion per cui il cardinale Crescenzio Sepe lo ha nominato sostituto pro tempore di don Mario D’Orlando, il parroco di Monte di Dio, sul quale è ancora in corso il processo avviato dal Tribunale regionale ecclesiastico così come prescrive il codice di diritto canonico. Un procedimento che prese il via in seguito a una denuncia anonima: all’interno di una busta bianca consegnata poco dopo l’Epifania ai vertici della Curia, precisamente all’indirizzo del vicario, monsignor Lucio Lemmo, dettagli, circostanze e soprattutto messaggi che raccontavano, senza troppi giri di parole, di una serie di presunti incontri hard tra sacerdoti e ragazzi particolarmente prestanti. Una vicenda che cominciava nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone, nel cuore della Napoli nobile, e finiva in un appartamento privato nella zona del centro dove si sarebbero consumati gli incontri. Una domanda: su che cosa si stanno concentrando i giudici e soprattutto che cosa sta venendo fuori dalle indagini? «Stiamo lavorando - è la risposta secca del presidente del tribunale, monsignor Erasmo Napolitano - altro non posso dire. Quali saranno i tempi? Difficile stabilirlo, dipenderà anche dai testimoni che dobbiamo sentire: a volte vengono, altre no. E allora è chiaro che i tempi si allungano, poi c’è tutto il lavoro ordinario. Insomma, c’è ancora da attendere».

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